L’attenzione medica e sociale si concentra sempre più su un fenomeno respiratorio preoccupante che coinvolge soprattutto i giovani.
A rilanciare l’allarme è il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, figura di riferimento nel panorama infettivologico italiano ed europeo, che da tempo mette in guardia sui rischi legati al vaping.
La bronchiolite obliterante è una malattia infiammatoria che colpisce principalmente le piccole vie aeree dei polmoni, determinando un danno progressivo e spesso irreversibile. Il termine “polmoni a popcorn” deriva dall’origine professionale di questa patologia, legata in passato all’esposizione al diacetile negli impianti di produzione di popcorn per microonde, ma oggi il pericolo più grande deriva dagli aromi contenuti negli e-liquidi delle sigarette elettroniche.
Come spiega Bassetti, il vapore inalato dalle sigarette elettroniche contiene una miscela complessa di sostanze chimiche, molte delle quali sicure se ingerite ma tossiche se inalate. Quando riscaldate, queste sostanze possono trasformarsi in composti nocivi, capaci di danneggiare direttamente il tessuto polmonare e di entrare nel circolo sanguigno senza alcun filtro naturale.
La popolarità crescente dello svapo tra gli adolescenti, stimolata dagli aromi dolci e fruttati, ha moltiplicato il rischio di sviluppare questa patologia. Si calcola che oltre 180 agenti aromatizzanti vengano utilizzati negli e-liquidi, e sostanze come l’acetoina, sostituta del diacetile, sono altrettanto potenzialmente dannose.
Sintomi, diagnosi e assenza di cure definitive
La bronchiolite obliterante si manifesta con sintomi debilitanti: tosse persistente, respiro sibilante, affaticamento estremo e difficoltà respiratorie costanti. La condizione è particolarmente insidiosa perché, una volta instaurata, non esiste una cura definitiva. Gli effetti sullo stile di vita e sulla qualità della vita sono profondi e spesso irreversibili.
La diagnosi si basa su esami radiologici, che mostrano opacità e segni di consolidamento polmonare, e su test di funzionalità respiratoria che evidenziano un quadro restrittivo e un ridotto scambio gassoso. In molti casi, per una diagnosi certa, è necessaria una biopsia polmonare che rivela la progressiva fibrosi e l’ostruzione dei bronchioli.
Secondo i dati raccolti, la malattia è spesso sottostimata e diagnosticata tardivamente. Il quadro clinico può iniziare con sintomi simil-influenzali, ma la persistenza e la progressione dei disturbi devono allertare immediatamente i medici. La bronchiolite obliterante, seppur associata anche a infezioni respiratorie severe o a esposizioni lavorative, oggi è strettamente collegata all’inalazione di vapori tossici da sigarette elettroniche.
Il professor Bassetti, che ha una lunga esperienza accademica e clinica nel campo delle malattie infettive e respiratorie, richiede interventi urgenti per contrastare questa emergenza. Tra le sue proposte, vi è la necessità di normative più rigide sul mercato degli e-liquidi, etichettature più trasparenti e una maggiore educazione sanitaria rivolta soprattutto ai giovani.
Le evidenze scientifiche raccolte negli Stati Uniti e in Europa indicano che chi svapa ha un maggior rischio di sviluppare problemi respiratori anche più severi di quelli dei fumatori tradizionali. Bassetti insiste sul fatto che lo svapo non è una scelta sicura e che la percezione errata di innocuità può portare a danni permanenti, con una potenziale riduzione dell’aspettativa di vita.

Bronchiolite obliterante: evoluzione della patologia e contesto clinico(meteolive.leonardo.it)
Originariamente identificata come una malattia professionale, la bronchiolite obliterante è oggi riconosciuta come una patologia complessa che può emergere da diverse cause, tra cui infezioni virali, esposizione a sostanze tossiche e, più recentemente, l’inalazione di vapori da sigarette elettroniche.
Dal punto di vista fisiopatologico, la malattia si divide in due forme principali: la bronchiolite obliterante proliferativa, caratterizzata dall’occlusione delle vie aeree da tessuto di granulazione, e la bronchiolite obliterante costrittiva, che comporta una fibrosi peri-bronchiolare con restringimento del lume bronchiale. La prima può evolvere in una polmonite organizzata, mentre la seconda porta a un progressivo deterioramento della funzione respiratoria.
Le infezioni respiratorie da adenovirus e altri virus respiratori sono spesso fattori scatenanti, ma la nuova emergenza legata allo svapo ha cambiato radicalmente il profilo epidemiologico e la fascia demografica colpita, spostandolo verso i più giovani e apparentemente sani.
L’ipossiemia persistente, la tosse cronica e la dispnea sono segnali che devono essere indagati con attenzione per evitare diagnosi tardive e complicazioni irreversibili.








