Salute

Pelle secca, non è sempre colpa del freddo: le cause insospettabili

Come fare con la pelle secca - - meteolive.leonardo.it

Inutile prendersela con il generale inverno se la pelle tira e si squama come carta velina.

Puntare il dito contro il vento gelido o l’umidità padana è l’alibi perfetto per chi non vuole guardare dentro il proprio carrello della spesa o, peggio, dentro le proprie abitudini igieniche. La barriera cutanea non è un muro di mattoni inerte, ma un ecosistema dinamico che spesso sabotiamo con una solerzia degna di miglior causa.

Spesso il colpevole dorme in bagno, proprio tra i prodotti che usiamo per “curarci”. L’eccesso di pulizia è il primo killer del film idrolipidico. Usare tensioattivi aggressivi due volte al giorno equivale a passare la carta vetrata su un dipinto a olio. Se la schiuma è troppa e l’odore di mughetto è così forte da stordire, probabilmente stai lavando via l’unica protezione naturale che hai.

Il nemico invisibile: il calcare e la dieta “arida”

C’è un dettaglio che quasi nessuno considera durante la routine mattutina: la durezza dell’acqua. In molte città italiane, il calcare non incrosta solo la serpentina della lavatrice, ma deposita micro-cristalli sulla pelle che ne alterano il pH e la capacità di trattenere acqua. È una tortura invisibile che rende vana anche la crema più costosa del mondo. A proposito di costi, un dato spesso ignorato ma cruciale proviene da uno studio del British Journal of Dermatology (2022): la funzione di barriera cutanea può deteriorarsi fino al 40% a causa dello stress ossidativo derivante da una dieta povera di acidi grassi essenziali, a prescindere dalle temperature esterne.

Il nemico invisibile: il calcare e la dieta “arida” – Mistergadget.tech

Non si tratta di bere i canonici due litri d’acqua — un mantra che ha stancato anche i sassi — quanto di integrare grassi “buoni” che fungano da cemento tra le cellule. Senza ceramidi, la tua pelle è un secchio bucato: puoi versarci dentro tutta l’acqua che vuoi, ma evaporerà in pochi minuti.

L’intuizione: la pelle come termometro emotivo

Un’intuizione che raramente trova spazio nei manuali di estetica ortodossa riguarda il cortisolo. Lo stress cronico non fa solo venire i capelli bianchi o l’ulcera; il cortisolo elevato inibisce la produzione di acido ialuronico endogeno. In pratica, se sei stressato, la tua pelle smette di produrre la propria crema idratante. La secchezza diventa quindi una manifestazione somatica di un’agenda troppo piena, un segnale di stop che il corpo invia sotto forma di prurito e desquamazione.

Avete mai notato che le persone che soffrono di secchezza cronica spesso hanno una predilezione per i tessuti sintetici? È un dettaglio laterale, quasi irrilevante per la diagnosi medica, ma il poliestere a contatto con un’epidermide già fragile crea un micro-clima elettrostatico che peggiora la situazione. Passare al cotone non curerà la dermatite, ma almeno smetterà di “friggere” i vostri nervi cutanei.

La vera rivoluzione non sta nel comprare l’ennesimo siero miracoloso, ma nel capire che la pelle secca è spesso un sintomo di infiammazione silenziosa. Cambiare il sapone è un inizio, ma cambiare il ritmo dei propri respiri e la qualità dell’olio che mettiamo sull’insalata è ciò che sposta davvero l’ago della bilancia.

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