Chi ha problemi alla tiroide può richiedere un assegno mensile INPS fino a 550 euro: ecco come
Chi soffre di patologie tiroidee invalidanti può contare anche per il 2026 su un sostegno mensile erogato dall’INPS, pensato per coprire parte delle spese sanitarie legate a disturbi complessi come ipotiroidismo, ipertiroidismo, gozzo o carcinoma tiroideo. Il bonus viene riconosciuto a chi ha ottenuto un grado di invalidità civile pari almeno al 74%, accertato attraverso una visita medica ufficiale da parte della commissione medico-legale. L’importo può raggiungere i 550 euro mensili, con un minimo di 286 euro, in base alla percentuale riconosciuta.
A chi spetta l’assegno INPS per le patologie tiroidee nel 2026
Nel 2026, il bonus tiroide si conferma come uno dei principali strumenti economici di tutela per chi convive con una malattia tiroidea ritenuta invalidante. Le condizioni sanitarie che possono dare diritto al contributo sono diverse, ma per tutte serve una diagnosi documentata e una certificazione medica che attesti l’incidenza sulla vita quotidiana. Le forme più frequenti sono ipotiroidismo severo e ipertiroidismo cronico, ma anche patologie come il gozzo multinodulare e i carcinomi maligni della tiroide.

A chi spetta l’assegno INPS per le patologie tiroidee nel 2025 – meteolive.leonardo.it
Per ottenere l’invalidità civile pari o superiore al 74%, requisito base per accedere al bonus, è necessario presentare esami clinici, referti specialistici e cartelle sanitarie complete. La commissione dell’INPS valuta caso per caso: non basta aver subito l’asportazione della tiroide, ma bisogna dimostrare gli effetti funzionali e sistemici del disturbo.
Il contributo mensile è graduato su tre fasce, in base alla percentuale d’invalidità riconosciuta: chi ha tra il 74% e l’85% riceve una cifra intorno ai 286 euro, chi è tra l’86% e il 99% può arrivare a 400 euro, mentre solo chi ha il 100% di invalidità può ottenere l’importo massimo, pari a 550 euro.
Questa misura ha lo scopo di compensare le spese sanitarie ricorrenti, dai farmaci agli esami periodici, fino alle terapie di mantenimento e agli interventi chirurgici pregressi. Si tratta di un riconoscimento formale della condizione cronica, che non sempre trova spazio tra i benefici delle agevolazioni standard per disabilità.
Come si richiede il bonus tiroide all’INPS e cosa aspettarsi dalla procedura
Chi intende fare domanda deve avviare l’iter online attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione dedicata all’invalidità civile. La procedura è stata snellita per agevolare i richiedenti: si compila il modulo allegando i documenti clinici necessari, e si inoltra la domanda per via telematica. Chi preferisce, può rivolgersi a un patronato o CAF, che offre supporto gratuito per la compilazione.
Dopo l’invio, l’INPS invia una convocazione per visita medica, che viene svolta presso la sede ASL di zona, in base al CAP di residenza. Durante l’esame, la commissione valuta la documentazione e lo stato clinico, formulando una diagnosi medico-legale. Il richiedente riceverà poi un esito con indicata la percentuale di invalidità riconosciuta e l’eventuale diritto all’assegno.
Se l’esito è positivo, il pagamento parte in tempi relativamente brevi e viene accreditato mensilmente sul conto corrente indicato. Il bonus è cumulabile con altre prestazioni, come l’accompagnamento o le pensioni d’invalidità, se ne ricorrono i requisiti.
Il valore simbolico di questa misura non è secondario: non si tratta solo di denaro, ma del riconoscimento istituzionale di una condizione spesso trascurata, nonostante gli effetti profondi sulla vita delle persone. Le disfunzioni tiroidee possono modificare metabolismo, umore, energia, sistema immunitario. Il fatto che l’INPS continui a includerle tra le invalidità civili meritevoli di sostegno indica una maggiore sensibilità pubblica verso questa area della salute.








