L’antico proverbio popolare che definisce febbraio come un mese corto e amaro sembra trovare una conferma concreta nelle attuali dinamiche atmosferiche.
Sebbene le tradizioni legate al meteo non siano sempre supportate dalla scienza, in questo caso riflettono una realtà climatica ben precisa: siamo entrati nel terzo e ultimo mese dell’inverno meteorologico, ma la fine della stagione fredda è ancora lontana. Non bisogna infatti confondere la chiusura statistica del trimestre invernale con il termine dell’inverno astronomico, che nel 2025 sarà segnato ufficialmente dall’equinozio del 20 marzo.
Al momento, il panorama meteorologico italiano appare fortemente diviso a causa del predominio delle perturbazioni atlantiche. Queste correnti, cariche di umidità ma accompagnate da aria relativamente temperata, richiamano venti di Libeccio e Scirocco che fanno impennare le temperature soprattutto al Sud e sulle isole maggiori. In regioni come la Calabria e la Sicilia si registrano picchi termici vicini ai 20°C, uno scenario che ricorda più l’autunno che il pieno inverno. L’unica eccezione è rappresentata dal Nordovest, in particolare tra Piemonte e Valle d’Aosta, dove la particolare conformazione geografica permette all’aria fredda di ristagnare nei bassi strati. Questo fenomeno crea un cuscinetto gelido che resiste ai venti caldi, permettendo alla neve di cadere a quote molto basse o addirittura in pianura.
Primavera in arrivo? Quanto bisogna aspettare
Questa circolazione atmosferica resterà sostanzialmente invariata almeno fino al 10 febbraio, impedendo l’arrivo del freddo artico e favorendo giornate ventilate e piovose.

Primavera in arrivo? Quanto bisogna aspettare – meteolive.leonardo.it
Tuttavia, un cambiamento radicale potrebbe verificarsi durante la seconda decade del mese. Il fattore determinante sarà la corrente a getto, ovvero quel fiume d’aria che scorre ad altissima velocità sopra l’Atlantico. Un’eventuale ondulazione di questo flusso permetterebbe all’alta pressione di risalire verso nord, frenando le perturbazioni occidentali e richiamando correnti gelide dalla Russia e dalla Scandinavia verso il Mediterraneo. In questa fase, l’Italia potrebbe trovarsi esposta a un risveglio del freddo continentale, con nevicate a bassa quota possibili anche sulle regioni adriatiche e sul resto della penisola.
Mentre l’inverno si prepara dunque a giocare le sue carte più fredde, l’attesa per la primavera 2025 si fa più intensa. Dal punto di vista meteorologico, la nuova stagione inizierà ufficialmente il primo marzo, data che convenzionalmente chiude il periodo delle analisi climatiche invernali. Per il passaggio astronomico vero e proprio occorrerà invece attendere venerdì 20 marzo, quando la luce solare tornerà a dominare sul buio. Nonostante l’allungamento delle giornate sia già visibile, i dati attuali suggeriscono prudenza: il cammino verso il caldo è ancora ostacolato da possibili colpi di coda gelidi che potrebbero caratterizzare gran parte di febbraio, ricordandoci che la primavera è all’orizzonte ma non ancora a portata di mano.








