Previsioni

Piogge estreme in Italia, cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane

Piogge estreme in Italia, cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane - meteolive.leonardo.it

L’Italia sta vivendo un paradosso climatico: mentre l’alta pressione regala un finale di febbraio dal sapore primaverile, i modelli meteorologici iniziano a mostrare crepe preoccupanti per le prossime settimane.

Non aspettatevi una pioggerellina romantica; i dati suggeriscono che il ritorno delle precipitazioni, previsto tra il 6 e il 10 marzo 2026, potrebbe avere i tratti dell’estremismo atmosferico.

Il problema non è solo “se” pioverà, ma “come”. Dopo giorni di stasi e temperature sopra la media, l’energia accumulata nel Mediterraneo è pronta a reagire con i primi impulsi atlantici.

Il ritorno del “Vortice Spagnolo”

Le proiezioni indicano che verso la fine della prima decade di marzo un vortice depressionario in discesa dalla Spagna spazzerà via l’anticiclone. Questo scontro tra masse d’aria diverse è il carburante perfetto per le piogge convettive, quelle che scaricano in un’ora la quantità d’acqua che un tempo cadeva in un mese.

Il ritorno del “Vortice Spagnolo” – meteolive.leonardo.it

Un dettaglio laterale? Secondo una recente ricerca dell’Università Statale di Milano (febbraio 2026), gli eventi di pioggia oraria estrema in Italia sono quasi raddoppiati negli ultimi 35 anni. Questo significa che le nostre reti di drenaggio, progettate per il clima del 1990, oggi giocano una partita persa in partenza.

L’intuizione del “Colpo di Coda”

Ecco l’intuizione meno ortodossa: non temete solo l’acqua, temete lo sbalzo. Esiste una forte probabilità che a metà marzo si verifichi un’irruzione artica improvvisa. Passare dai 20°C del weekend di fine febbraio a nevicate a bassa quota in soli dieci giorni non è solo uno shock per il guardaroba, ma un disastro per l’agricoltura, con le fioriture precoci che verrebbero letteralmente bruciate dal gelo.

Cosa monitorare nelle prossime settimane

  • La prima decade (1-7 marzo): Iniziale tenuta dell’alta pressione, ma con infiltrazioni umide al Nord-Ovest. È la quiete prima della tempesta.

  • La svolta (dall’8 marzo): Possibile rottura strutturale dell’estate settembrina. Le regioni tirreniche e il Nord saranno i primi bersagli di sistemi frontali più decisi.

  • Il rischio idrogeologico: Con terreni che in alcune zone d’Italia sono già saturi per le abbondanti precipitazioni di inizio anno, anche una perturbazione “normale” può trasformarsi in allerta arancione.

Non è catastrofismo, è statistica moderna. La primavera meteorologica che inizia il 1° marzo non busserà alla porta, ma potrebbe abbatterla con venti meridionali e nubifragi localizzati.

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