Dopo settimane di maltempo continuo, i modelli confermano un possibile ritorno del sole. Ma prima c’è da superare il Ciclone di San Valentino
Da settimane l’Italia è intrappolata sotto una cappa di piogge incessanti, cieli grigi e instabilità atmosferica, a causa del costante afflusso di perturbazioni atlantiche. La fascia tirrenica è la più colpita, con terreni saturi e allerta meteo ricorrenti. Ma i Centri di Calcolo meteorologici europei segnalano finalmente un cambio di scenario: una possibile rimonta anticiclonica nella terza decade di febbraio, precisamente intorno al 21-22 del mese, potrebbe spezzare il lungo dominio del maltempo. Prima, però, bisognerà fare i conti con un’ultima ondata instabile, causata dal Ciclone di San Valentino.
Il ciclone in arrivo e le ultime piogge prima della svolta
Secondo gli aggiornamenti elaborati tra il 10 e il 12 febbraio 2026, la settimana in corso sarà segnata da nuovi impulsi instabili di origine atlantica, capaci di alimentare precipitazioni diffuse su gran parte della penisola, specie al Centro-Nord e lungo il versante tirrenico. A chi sperava in una tregua nel breve periodo, le previsioni chiedono ancora pazienza: l’umidità oceanica continuerà a dominare lo scenario meteo almeno fino al 18-19 febbraio.

Il ciclone in arrivo e le ultime piogge prima della svolta – meteolive.leonardo.it
Poi entrerà in scena il cosiddetto Ciclone di San Valentino, previsto tra sabato 15 e lunedì 17 febbraio. Si tratta di un vortice ciclonico alimentato da correnti artiche, che porterà un calo termico sensibile, venti forti e ulteriori piogge. Il passaggio del ciclone potrebbe anche far tornare la neve a quote medio-basse, specie sull’Appennino centrale.
Le correnti artiche, in discesa dalla Scandinavia, si scontreranno con l’aria più umida presente sul bacino del Mediterraneo, creando instabilità diffusa e generando condizioni adatte alla formazione di sistemi depressionari secondari. Le giornate tra il 16 e il 19 febbraio saranno quindi ancora all’insegna di piogge, vento e temporanei peggioramenti anche intensi.
L’anticiclone che cambia lo scenario: cosa succede dopo il 21 febbraio
Le proiezioni a medio termine tracciano però un’evoluzione diversa a partire dal 20 febbraio. Secondo i principali modelli numerici – tra cui ECMWF e GFS – si delinea una rimonta dell’alta pressione subtropicale, in espansione dalle medie latitudini atlantiche verso l’Europa centro-meridionale. Questo spostamento graduale allontanerebbe il flusso perturbato verso il Nord Europa, favorendo un ritorno alla stabilità sul bacino centrale del Mediterraneo.
Le date chiave per questo passaggio, come confermato da diverse simulazioni, sono il 21 e il 22 febbraio. In quelle giornate, il campo di alta pressione potrebbe consolidarsi sull’Italia, determinando una fase asciutta, con ampie schiarite, assenza di piogge significative e un graduale aumento delle temperature massime.
Una stabilizzazione atmosferica che, se confermata, permetterà ai terreni saturi d’acqua – soprattutto lungo le vallate tirreniche – di asciugarsi e iniziare un processo di recupero dopo le intense precipitazioni delle scorse settimane. Si aprirebbe quindi una finestra di tregua climatica, utile anche per il settore agricolo, spesso in difficoltà proprio a causa dell’umidità costante.
Va precisato, però, che la durata di questo anticiclone non è ancora certa: alcuni modelli mostrano scenari divergenti dopo il 25 febbraio. Resta dunque fondamentale monitorare costantemente l’evoluzione dei dati, senza dare per scontata una stabilità duratura.








