Il temporale è uno dei fenomeni atmosferici più comuni ma anche più spettacolari, associato a forti rovesci di pioggia e, talvolta, anche a grandine.
È un evento a scala locale, che si verifica in tempi relativamente brevi e che può essere molto intenso, con tuoni, fulmini e forti raffiche di vento. Ma come si forma un temporale? E quali sono i fattori che lo innescano?
I fattori fondamentali per la formazione di un temporale
Un temporale ha bisogno di tre fattori principali per formarsi:
- L’umidità, che deve essere presente principalmente negli strati più bassi dell’atmosfera. L’umidità è essenziale per la formazione delle nuvole e delle goccioline di pioggia.
- Una massa d’aria instabile, che tende a salire verso l’alto grazie a un moto convettivo. Questo processo porta alla formazione di nuvole molto dense e alte, i cumulonembi, che sono le nubi tipiche dei temporali.
- Correnti ascensionali, che costringono l’aria calda e umida a salire verso l’alto. Senza questa spinta, l’aria non potrebbe salire e condensarsi, formando le nubi e, infine, la pioggia.
Questi tre elementi sono comuni a tutti i temporali, ma la modalità di sollevamento dell’aria calda, che dà origine alla corrente ascensionale, può avvenire in diverse maniere.
Come si innesca un temporale
Il sollevamento dell’aria calda può avvenire in vari modi:
- Sollevamento frontale: In questo caso, un fronte freddo si scontra con una massa di aria calda e umida, sollevandola. Questo contrasto termico tra aria calda e fredda genera un temporale, talvolta molto intenso, in grado di causare piogge abbondanti e grandine.
- Sollevamento orografico: Quando l’aria calda e umida si scontra con le pendici montuose, viene forzata a salire, dando origine a moti convettivi che possono evolvere in temporali, soprattutto nelle zone montuose.
- Fattore termico: Durante il giorno, il sole riscalda l’aria vicino al suolo, che diventa più leggera e tende a salire. Questo è il meccanismo tipico dei temporali di calore, che si verificano principalmente in estate.
Il ciclo di un temporale
Una volta che l’aria calda e umida viene sollevata, essa raggiunge quote tra gli 800 e i 1500 metri, dove si raffredda e il vapore acqueo inizia a condensarsi. Questo processo forma miliardi di goccioline di pioggia che danno vita a una nube. Man mano che queste goccioline aumentano di dimensioni e peso, diventano troppo pesanti per rimanere sospese nell’aria e iniziano a cadere verso il suolo sotto forma di pioggia.
Il temporale entra quindi nella sua fase di maturità. Durante questa fase, la cellula temporalesca raggiunge il massimo sviluppo, e può liberare enormi quantità di pioggia, grandine, tuoni e fulmini, con venti molto forti. Quando il peso delle gocce di pioggia diventa maggiore della forza ascensionale, l’aria calda viene trascinata verso il basso, creando una corrente discendente.
La fase di dissolvimento del temporale
Una volta che le correnti fredde raggiungono il suolo, si diffondono in tutte le direzioni, dando luogo a raffiche di vento. Questa fase segna il termine del temporale: l’aria che arriva al suolo interrompe l’afflusso di aria calda e umida, indebolendo il cumulonembo. La nube si dissolve gradualmente, con il temporale che può terminare in un arco di tempo che va dai 15 minuti a diverse ore.
Il temporale, quindi, è un fenomeno atmosferico complesso che richiede diversi fattori per svilupparsi: l’umidità, l’instabilità dell’aria e le correnti ascensionali. Sebbene possa sembrare un fenomeno breve e locale, il suo impatto è immediato e visibile, con piogge intense, grandine e una tempesta di energia che travolge l’ambiente circostante.








