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Pioggia senza fine in Italia, perché le strade si allagano: non fare questa cosa se non vuoi restare intrappolato

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Pioggia senza fine in Italia, perché le strade si allagano: non fare questa cosa se non vuoi restare intrappolato - meteolive.leonardo.it

Un ingegnere stradale spiega le vere cause dietro gli allagamenti urbani: errori di progetto, manutenzione carente e investimenti tagliati da anni

Le immagini arrivano da Forlì, Ravenna, Cesena, ma anche da quartieri periferici di Roma, Milano o Napoli. Non serve un’alluvione per vedere strade sommerse, auto in panne, tombini saltati e pedoni bagnati fino alla vita. In molti casi basta un temporale di mezz’ora per trasformare marciapiedi e asfalto in un piccolo fiume urbano. Ma perché succede tutto questo? Perché anche strade appena asfaltate, con lavori freschi, si allagano al primo scroscio? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Cantisani, professore di Ingegneria delle Costruzioni Stradali alla Sapienza di Roma, che da anni si occupa di sicurezza e infrastrutture viarie.

Strade sommerse dopo ogni pioggia: cosa c’è che non funziona

“La verità – dice Cantisani – è che in molti casi le strade italiane non sono progettate con un vero sistema di drenaggio. O lo sono male. Non si tratta solo di asfalto, ma di tutto ciò che c’è sotto: reti pluviali, tubazioni, caditoie collegate alla fognatura. Quando si costruisce una strada, bisognerebbe tener conto del carico massimo di pioggia previsto, sulla base di modelli statistici precisi. Ma molto spesso non viene fatto. O si fa in modo approssimativo”.

Nel tempo, anche se inizialmente la rete di raccolta funziona, senza manutenzione si degrada. Le caditoie, i famosi tombini, si intasano con foglie, terra, sabbia, plastica. E poi non si vede più dove l’acqua dovrebbe andare. Il risultato? Ristagna in superficie. “Il cittadino nota solo il sintomo – spiega Cantisani – cioè l’acqua che non defluisce. Ma sotto può esserci una patologia complessa. La forma della strada potrebbe essersi alterata, per esempio. Magari un po’ di asfalto si è sollevato col tempo e l’acqua non arriva più nei punti giusti”.

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Strade sommerse dopo ogni pioggia: cosa c’è che non funziona – meteolive.leonardo.it

In alcuni casi le strade nuove si allagano perché i lavori sono stati eseguiti male. “Pochi fondi e poche competenze tecniche negli enti locali. È difficile trovare un vero ingegnere stradale in un ufficio tecnico comunale. Chi lavora in cantiere fa quello che può con i soldi disponibili. Il problema però resta, e peggiora. E l’acqua si accumula”.

Manutenzione dimenticata e rischio per chi guida: le conseguenze pericolose

Le caditoie, tecnicamente, andrebbero pulite a cadenza regolare. Ogni sei mesi, o almeno una volta all’anno. Ma in molti Comuni non si interviene nemmeno ogni due anni. I detriti si solidificano, le tubazioni si ostruiscono. E anche se in superficie sembra tutto in ordine, l’acqua non ha più via di fuga. “Quando questo sistema si rompe – dice Cantisani – serve rifare tutto da zero. Non si tratta più di un piccolo intervento, ma di ricostruzione totale. A quel punto i costi esplodono: 10, 50, 100 volte superiori a quelli della manutenzione ordinaria”.

Ma non c’è solo il disagio. Ci sono rischi seri per la sicurezza stradale. Quando un veicolo percorre un tratto coperto d’acqua, il comportamento cambia: lo spazio di frenata può quadruplicarsi, il rischio di aquaplaning aumenta, e la tenuta di strada diminuisce. “È un problema ignorato – conclude l’ingegnere – ma ha conseguenze gravi. Bastano pochi centimetri d’acqua per alterare completamente la sicurezza di guida. E non è solo colpa della pioggia. È il segno di un sistema che non è più in grado di assorbire nemmeno gli eventi ordinari”.

E così, dopo ogni pioggia, torna la stessa scena: pedoni inzuppati al passaggio di un’auto, marciapiedi trasformati in canali, e tombini che non reggono. Non serve un’alluvione per vedere tutto questo. Serve solo continuare a non intervenire.

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