Conosciuta come la città delle cento torri, questo luogo nasconde un affascinante percorso sotterraneo patrimonio Unesco.
È considerata la Capitale delle Langhe, cuore di un territorio che insieme a Monferrato e Roero è entrato nel 2014 nella lista dei Patrimoni Unesco per il valore del paesaggio vitivinicolo. Ma Alba non è soltanto colline, vigneti e tartufo bianco. La città piemontese ha ottenuto anche il riconoscimento di Città Creativa per la Gastronomia dall’Unesco e, più di recente, il titolo di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. Un concentrato di cultura, enogastronomia e storia che però nasconde un segreto sotto i piedi di chi passeggia tra via Cavour e piazza Risorgimento. Sotto il centro storico esiste infatti un’Alba sotterranea, fatta di strade romane, mosaici e mura antiche che raccontano oltre duemila anni di storia.
Alba tra Unesco, torri medievali e un passato che affonda nell’Impero romano
Conosciuta in passato come la città delle cento torri, costruite tra il XIV e il XV secolo, Alba conserva oggi solo una parte di quelle strutture difensive che ne caratterizzavano il profilo. Alcune torri sono ancora visibili nel centro storico e, tra via Cavour e piazza Risorgimento, è possibile salire per ammirare dall’alto il panorama delle Langhe, le “lingue” di terra che ondulano attorno alla città.

Alba tra Unesco, torri medievali e un passato che affonda nell’Impero romano – meteolive.leonardo.it
Il cuore monumentale è proprio piazza Risorgimento, su cui si affacciano il Duomo di San Lorenzo e il Palazzo Comunale. È da qui che prende avvio uno degli itinerari più sorprendenti del Piemonte: non verso l’alto, ma verso il basso. Sotto il livello stradale si sviluppa un sistema di ambienti che testimoniano l’antica Alba Pompeia, nome attribuito alla città dal console romano Gneo Pompeo Strabone.
Le origini dell’insediamento sono anteriori all’epoca romana, ma furono i Romani a trasformare Alba in un centro strategico e commerciale nei primi due secoli dell’Impero Romano. I ritrovamenti archeologici documentano la presenza di un acquedotto, di una rete fognaria avanzata e di edifici pubblici di rilievo. Con il Medioevo la città si sviluppò sopra queste strutture, riutilizzando materiali e inglobando le vestigia romane nelle nuove costruzioni.
Oggi gran parte di quel patrimonio si trova ancora nel sottosuolo, a pochi metri dalle vetrine e dallo “struscio” del centro. Strade acciottolate, resti di domus, frammenti di mosaici, mura difensive e tracce dell’antico foro romano compongono un mosaico storico che non è visibile a occhio nudo. È questa la dimensione meno nota della città, spesso oscurata dalla fama internazionale della Fiera del Tartufo Bianco e dai grandi vini prodotti sulle colline circostanti.
Alba sotterranea, come funziona il tour archeologico tra tunnel e domus
L’accesso ai sotterranei non è libero. L’itinerario archeologico di Alba è visitabile esclusivamente attraverso visite guidate condotte da archeologi professionisti. Senza accompagnamento non è possibile entrare nei tunnel, anche perché gli ingressi non sono evidenti e molti ambienti non sono collegati tra loro. Il rischio di perdersi è concreto.
Secondo racconti locali, alcuni accessi si troverebbero nei pressi dell’Ufficio del turismo, altri sotto edifici privati o nelle cripte di chiese come San Giuseppe, ma si tratta di punti non accessibili al pubblico senza autorizzazione. La rete sotterranea è frammentata e stratificata, frutto di sovrapposizioni che vanno dall’epoca romana al Medioevo.
Il percorso archeologico completo prevede 32 tappe, oltre alla visita al Museo civico di scienze naturali e storia “Federico Eusebio”, dove sono conservati reperti che vanno dalla preistoria all’età romana. Nella pratica, le visite guidate selezionano alcune delle tappe più significative, con una durata compresa tra un’ora e mezza e due ore. Gli appuntamenti si tengono in genere ogni seconda e quarta domenica e ogni primo e terzo sabato del mese, con date straordinarie in occasione di manifestazioni cittadine.
Durante il tour si scendono pochi metri sotto il livello attuale della città, ma il salto temporale è di secoli. Gli archeologi illustrano le trasformazioni urbanistiche, mostrando i resti dell’antico teatro romano, parti delle mura e le tracce di edifici religiosi medievali. È una città nella città, invisibile ma concreta, che sopravvive sotto le fondamenta moderne.
Chi visita Alba per il vino, per il tartufo o per i panorami delle Langhe spesso non immagina che sotto le sue strade si estenda un patrimonio storico così articolato. Eppure è proprio lì, silenzioso e nascosto, a raccontare una continuità urbana che attraversa millenni.








