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Tra streghe e fiabe Disney, questo albero centenario e gigantesco custodisce i segreti dell’Italia: dove vederlo

Quercia
L'albero centenario e gigantesco nel cuore dell'Italia - Meteolive.leonardo.it

Questo albero centenario e gigantesco custodisce i segreti dell’Italia: un posto che sembra uscito da una fiaba.

Ci sono luoghi che non si limitano a esistere: sembrano raccontare, respirare, custodire memorie che precedono l’uomo. Chi raggiunge le colline tra la Piana di Lucca e il borgo di Collodi lo capisce subito.

L’aria cambia consistenza, profuma di terra umida e resina antica, e il paesaggio assume un ritmo più lento, quasi sospeso.

Albero centenario e gigantesco in Italia: il simbolo della terra toscana

È qui che si manifesta, all’improvviso, una creatura vegetale che sfida ogni logica: la Quercia delle Streghe, un colosso naturale che da oltre sei secoli osserva silenziosamente il mondo mutare. La sua forma è la prima cosa che colpisce. Non cresce verso l’alto come ci si aspetterebbe da una quercia secolare, ma si espande lateralmente, come se una forza invisibile avesse schiacciato la sommità del fusto costringendo i rami a cercare spazio in orizzontale. Il risultato è una chioma che supera i quaranta metri di estensione, un primato nazionale che la rende un’architettura vivente. Il tronco, con una circonferenza superiore ai quattro metri, sostiene una struttura che appare quasi irreale, un’opera d’arte scolpita dal tempo e dalla natura.

La Quercia delle Streghe si trova nella tenuta della Villa Carrara, nel territorio di Capannori, tra San Martino in Colle e Gragnano. È un albero che non si limita a stupire per dimensioni e longevità: attorno a lui si intrecciano leggende, superstizioni e storie popolari che affondano le radici in un passato rurale fatto di racconti sussurrati nelle stalle durante le sere d’inverno. La sua forma schiacciata ha alimentato per generazioni la convinzione che fosse il luogo prediletto per i sabba notturni, punto di ritrovo di streghe e creature magiche. Da qui il nome, evocativo e inquietante, che ancora oggi accompagna questo gigante verde.

Una delle storie più suggestive narra di figure sovrannaturali che danzavano sulle sue fronde, appesantendole al punto da impedirne la crescita verticale. Una spiegazione fantastica, certo, ma perfettamente coerente con l’atmosfera che si respira sotto la sua chioma. Eppure, la storia della quercia non è fatta solo di miti: nel Novecento ha rischiato più volte di scomparire. Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche pianificarono di abbatterla per ricavarne legna, ma gli abitanti di Gragnano riuscirono a salvarla. Un fulmine la colpì in seguito, causando danni importanti, e non sono mancati atti vandalici e minacce naturali come insetti xilofagi e calpestio eccessivo del terreno.

Quercia

Tutta la bellezza della Quercia delle streghe – Meteolive.leonardo.it

Nonostante tutto, la Quercia delle Streghe è ancora lì, viva, imponente, percepita dalla comunità come un membro della famiglia, un custode silenzioso della memoria collettiva. E non è solo la tradizione popolare a renderla speciale: secondo alcuni studiosi, Carlo Collodi si ispirò proprio a questo albero per la celebre scena del quindicesimo capitolo di Pinocchio, quella della “Quercia grande” dove il burattino viene impiccato dal Gatto e dalla Volpe. Un legame che intreccia la realtà rurale toscana con l’immaginario fiabesco che ha segnato l’infanzia di milioni di lettori.

Raggiungere questo tesoro naturale è semplice: basta dirigersi verso Capannori, seguire le indicazioni per Gragnano e poi per Villa Carrara. Un sentiero ben tracciato conduce al cospetto del tronco secolare, in un silenzio rotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. Il momento migliore per visitarla è il tardo pomeriggio, quando la luce dorata filtra tra le foglie e trasforma l’albero in una visione quasi mistica. Un luogo che unisce natura, storia e leggenda, e che continua a custodire, tra le sue braccia nodose, i segreti più profondi dell’Italia.

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