Un misterioso lago terrestre, le cui acque sembrano provenire da un altro pianeta, ha catturato l’attenzione di scienziati e curiosi.
La peculiarità della sua colorazione rossa intensa ha portato a paragonarlo a paesaggi marziani, alimentando diverse ipotesi sulle sue origini e caratteristiche. Studi approfonditi hanno finalmente svelato il motivo di questo insolito fenomeno, collegato a processi naturali terrestri ma con una suggestiva valenza extraterrestre.
Il lago dalle acque rosse: un fenomeno naturale dal fascino alieno
Nel cuore dell’Andalusia, in Spagna, si trova un fenomeno naturale che richiama immediatamente alla mente paesaggi extraterrestri: l’Rio Tinto, un fiume che scorre con acque di un intenso colore rosso ruggine. Questo corso d’acqua, lungo circa 100 chilometri e situato tra le montagne della Sierra Morena, continua a catturare l’attenzione sia di scienziati che di turisti, grazie alle sue caratteristiche uniche e all’interesse scientifico internazionale, in particolare da parte della NASA.
L’Rio Tinto si distingue per l’eccezionale tonalità rossa delle sue acque, un colore dovuto all’alta concentrazione di ferro e solfuro di rame disciolti, che conferiscono al fiume un pH fortemente acido. Questa combinazione chimica crea un ambiente quasi inospitale per la maggior parte delle forme di vita convenzionali, rendendo difficile la sopravvivenza di flora e fauna tradizionali. Proprio in queste condizioni estreme prospera un ecosistema unico: alghe, funghi e soprattutto microrganismi estremofili capaci di vivere in assenza di ossigeno e in un ambiente altamente acido.
La somiglianza con le condizioni ambientali di Marte ha spinto la National Aeronautics and Space Administration (NASA) ad avviare studi approfonditi sul fiume. Gli astrobiologi si sono concentrati sull’analisi di questi microrganismi acidofili, che rappresentano un modello vivente di adattamento a condizioni ambientali proibitive simili a quelle del pianeta rosso. Marte, infatti, è caratterizzato da un’atmosfera composta per il 95% da anidride carbonica e da un’assenza quasi totale di ossigeno, condizioni che, seppur estreme, potrebbero ospitare forme di vita simili a quelle che abitano l’Rio Tinto.

L’importanza scientifica e storica dell’area mineraria (meteolive.leonardo.it)
Il territorio circostante il fiume è un altro elemento di grande interesse. La zona mineraria di Rio Tinto è uno dei più grandi giacimenti minerari a cielo aperto d’Europa, con una storia che si estende per millenni. Già i Greci e i Fenici sfruttavano queste miniere per estrarre minerali come rame, ferro, manganese e oro. L’attività estrattiva è proseguita fino al 2001, quando le miniere sono state chiuse, lasciando oggi spazio a un complesso di attrazioni turistiche e culturali.
Oltre alle miniere, visitabili tramite tour guidati che raccontano la storia e la geologia del luogo, l’area ospita un museo dedicato alle attività minerarie, una ferrovia di epoca britannica e una casa museo in stile vittoriano, testimonianze dell’importanza storica e industriale della regione. Questi elementi, insieme al paesaggio unico e alle acque rosse del fiume, rendono l’Rio Tinto una meta affascinante per i turisti più curiosi e per gli appassionati di geologia e astrobiologia.








