Una recente spedizione scientifica ha svelato l’origine di questi misteriosi giganti dei mari italiani: sono viventi e antichissimi.
Un mistero affascinante continua a catturare l’attenzione degli studiosi e degli appassionati di biologia marina nel cuore del Mediterraneo. Oltre 1.300 cerchi perfetti, di 20 metri di diametro, si estendono sul fondale marino a circa 650 chilometri dalle coste spagnole, vicino alla Corsica. Queste anomalie, scoperte decenni fa, hanno finalmente ricevuto una spiegazione scientifica grazie a una recente spedizione.
I giganti dei mari italiani: da dove vengono e che cosa sono
Campioni prelevati e analizzati con la tecnica di datazione al carbonio hanno permesso di stabilire che questi anelli si sono formati circa 21.000 anni fa, durante l’ultima glaciazione massima. In quell’epoca, i livelli del mare erano molto più bassi rispetto ad oggi e le strutture erano esposte alla luce solare, favorendo la crescita di queste alghe coralline.
Questi mastodontici anelli sono molto più di semplici curiosità geologiche o biologiche: rappresentano un autentico archivio ecologico dell’era glaciale, offrendo un’opportunità preziosa per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici su ecosistemi marini complessi e in evoluzione. La presenza di queste formazioni permette, infatti, agli scienziati di studiare l’adattamento degli habitat marini a condizioni ambientali estreme nel passato, con importanti ricadute per la gestione futura della biodiversità marina.

Cosa sono gli anelli millenari del Mediterraneo – Meteolive.leonardo.it
La loro posizione strategica, vicino alle rotte commerciali delle navi, li espone tuttavia a gravi rischi. L’ancoraggio delle grandi navi può danneggiare in maniera irreparabile questi affascinanti ecosistemi millenari, compromettendo la loro integrità e la possibilità di studio a lungo termine. Ecco perché è fondamentale che le autorità competenti e la comunità scientifica internazionale si mobilitino per garantire una protezione adeguata di queste formazioni.
La scoperta degli anelli marini nel Mediterraneo consente a tutti di riflettere sull’importanza della tutela dei nostri mari, ambienti unici che si distinguono per bellezza, biodiversità e valore scientifico. Non solo: lo studio di questi ecosistemi è fondamentale per combattere la crisi climatica e comprendere le risorse con cui lavorare nel prossimo futuro.
Ecco perché la protezione di questi siti richiede una collaborazione internazionale e l’adozione di misure che limitino le attività umane impattanti e inquinanti, come il traffico navale e la pesca intensiva.
Il nostro bel Mar Mediterraneo, con la sua immensa ricchezza biologica e culturale, continua a riservare sorprese e misteri che, grazie al lavoro di équipe multidisciplinari e grandi esperti possono essere sempre meglio compresi e valorizzati. Il futuro della ricerca marina passa dalla salvaguardia di queste meraviglie sommerse, veri scrigni di sapere e biodiversità.








