Ambiente

In questo borgo abruzzese il tempo si è fermato: puoi dormire nel Medioevo tra boschi e vicoli

il borgo si è trasformato in una vera e propria meta per chi desidera immergersi nella vita del Medioevo
Un borgo medievale che vive la sua storia (meteolive.leonardo.it)

Nel cuore dell’Abruzzo, si conserva uno dei borghi medievali più autentici d’Italia, un piccolo centro, a 1.251 metri di altitudine.

Con una popolazione di appena 102 abitanti, il borgo si è trasformato in una vera e propria meta per chi desidera immergersi nella vita del Medioevo senza rinunciare al comfort odierno, grazie al modello dell’albergo diffuso che ha rivoluzionato l’offerta turistica locale.

Santo Stefano di Sessanio, ubicato nel territorio provinciale de L’Aquila, si sviluppa attorno a una torre merlata di epoca medievale, nota come Torre Medicea, ricostruita dopo il terremoto del 2009 che l’aveva gravemente danneggiata. Il paese, fondato tra l’XI e il XII secolo sui ruderi dell’antico insediamento romano Sextantio, ha mantenuto intatta la sua struttura urbanistica a nido d’aquila, con case in pietra che si arrampicano lungo i pendii e stradine acciottolate che si snodano tra abitazioni a più piani e passaggi voltati. La storia di Santo Stefano è profondamente legata alla Baronia di Carapelle e alle influenze di famiglie nobili come i Piccolomini e i Medici, che nel XVI secolo promossero il commercio della lana “carfagna”, un prodotto di pregio lavorato a Firenze e noto in tutta Europa.

Oggi, Santo Stefano non è un museo statico ma un borgo vivo, che ha saputo valorizzare la propria identità attraverso un modello turistico innovativo e sostenibile. Le abitazioni storiche sono state convertite in camere e suite dell’albergo diffuso Sextantio, progetto avviato negli anni Novanta da Daniele Kihlgren, giovane imprenditore di origini svedesi che ha creduto nel recupero conservativo del borgo. Questo approccio ha favorito la rinascita economica e sociale di una comunità ridotta, rendendo Santo Stefano un polo attrattivo per turisti e artisti, tra cui spicca la presenza estiva del regista russo Ljubimov.

Natura, cultura e gastronomia tra i monti del Gran Sasso

Il borgo si trova in una posizione strategica per esplorare il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, una delle aree protette più estese d’Italia, rinomata per la sua biodiversità e i paesaggi alpini. La vicinanza all’altopiano di Campo Imperatore, soprannominato “Il Piccolo Tibet” per la sua conformazione e i panorami mozzafiato, consente di praticare escursionismo, mountain bike e trekking in ambienti incontaminati. Da molti punti del borgo si può ammirare il profilo imponente del Corno Grande, la cima più alta degli Appennini, che cambia colore con la luce del giorno offrendo spettacoli naturali di rara bellezza.

Tra i luoghi di interesse, la Porta di Santa Maria segna l’ingresso al centro storico, mentre la Chiesa della Madonna del Lago, risalente al XVII secolo, si affaccia su un piccolo specchio d’acqua poco fuori dal paese, offrendo un’oasi di tranquillità e spiritualità. Nel borgo si trovano anche botteghe artigiane dove si producono tessuti in lana, ceramiche e altri manufatti tradizionali, testimoni di un artigianato locale che si integra con l’offerta turistica.

La gastronomia locale rappresenta un altro elemento distintivo. La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, piccola e saporita, è presidio Slow Food e viene coltivata sulle terrazze montane circostanti. È un ingrediente protagonista di zuppe semplici e gustose, spesso accompagnate da prodotti locali come il formaggio Canestrato di Castel del Monte e il pecorino abruzzese stagionato. Gli arrosticini, spiedini di carne di pecora cotti alla brace, sono la specialità più celebre della zona. Tra i dolci tradizionali, le ferratelle, fragranti e leggere, sono perfette per chiudere un pasto all’insegna della tipicità.

Il successo di Santo Stefano di Sessanio si deve anche a un’attenta politica di valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico

Un modello di turismo ecosostenibile e rigenerativo centro (meteolive.leonardo.it)

Il successo di Santo Stefano di Sessanio si deve anche a un’attenta politica di valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico, basata sulla sostenibilità ambientale e sociale. Il borgo è parte integrante del Parco Nazionale e ha adottato una “Carta dei valori” che regola le attività di recupero e sviluppo turistico, tutelando l’identità locale e il paesaggio. L’albergo diffuso Sextantio, con le sue camere ricavate da antiche case in pietra e legno, offre esperienze autentiche come lezioni di cucina abruzzese, corsi di panificazione e tessitura, che coinvolgono i visitatori nella vita quotidiana del borgo.

L’accessibilità è garantita da collegamenti stradali efficienti: Santo Stefano dista circa due ore da Roma e un’ora e mezza da Pescara, raggiungibile tramite l’autostrada A24 con uscita all’Aquila Est. Questa posizione permette inoltre di abbinare la visita al borgo con escursioni in altre località naturalistiche e culturali dell’Abruzzo, rendendo il soggiorno un’esperienza completa tra storia, natura e tradizioni.

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