Non chiamatela solo brughiera. Dopo l’uscita del dirompente adattamento di Emerald Fennell, quel groviglio di erica e vento del North Yorkshire è diventato il set di un pellegrinaggio estetico che sta dividendo i fan quanto la chimica “elettrica” tra Margot Robbie e Jacob Elordi. Se nel romanzo di Emily Brontë il paesaggio era un tormento dell’anima, nel film di oggi è una coordinata geografica brutale e bellissima che si può percorrere a piedi, meglio se con un paio di stivali infangati e lo spirito pronto al dramma.
Il cuore del “set”: Swaledale e Arkengarthdale
Dimenticate le ricostruzioni patinate degli interni di Elstree Studios; il vero film respira tra le vallate settentrionali del Yorkshire Dales National Park. L’itinerario non può che partire da Swaledale, eletta dalla produzione come la “vera star” della pellicola. È qui che le riprese hanno catturato quell’isolamento selvaggio che fa da sfondo alle corse dei due protagonisti.
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Bouldershaw Lane: È la strada di campagna, vicina al villaggio di Langthwaite, dove è stata girata la scena (già iconica nei meme) di Catherine in abito da sposa bianco candido che cammina verso l’orizzonte deserto. Camminarci oggi, nel silenzio interrotto solo dal belato delle pecore, restituisce quella sensazione di attesa spasmodica che Fennell ha voluto infondere al racconto.
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Old Gang Smelt Mill: Tra i resti di questa antica fonderia di piombo dell’Ottocento, il film ha trovato il varco spettrale che introduce a Wuthering Heights. Le rovine industriali, con i loro camini tronchi, aggiungono una nota di decadenza materica che si discosta dalle versioni precedenti, più bucoliche e meno “sporche”.

Il cuore del “set”: Swaledale e Arkengarthdale – meteolive.leonardo.it
L’intuizione: il viaggio come terapia d’urto
L’intuizione non ortodossa per chi decide di intraprendere questo tour è non cercare la “casa” (che è un collage di esterni e ricostruzioni), ma cercare il vento. Fennell ha dichiarato che il vento non è atmosfera, è un personaggio. Per viverlo davvero, bisogna puntare a Melbecks Moor. Qui il terreno è irregolare, il meteo cambia ogni dieci minuti e l’ossessione di Heathcliff sembra incastrata tra le rocce. Vivere la brughiera non è un selfie su un prato, è un esercizio di resistenza climatica.
Da Knole House al rifugio di Haworth
Mentre lo Yorkshire è il regno dell’istinto, il Kent ospita la civiltà (spesso ipocrita) dei Linton. Knole House, una dimora storica di 600 anni, è stata usata per le scene del matrimonio di Heathcliff con Isabella. Passeggiare nei suoi cortili monumentali aiuta a capire il contrasto visivo che muove il film: la pietra levigata del potere contro il fango ribelle di Wuthering Heights.
Un dettaglio laterale che quasi nessuno nota: nel villaggio di Low Row, dove il cast ha soggiornato spesso durante le riprese, le case in pietra sono state trattate digitalmente in post-produzione per apparire più scure, quasi nere, per assecondare la fotografia “gothic-pop” di Linus Sandgren. Dal vivo, sono di un rassicurante grigio argilla.
L’itinerario non può che concludersi a Haworth, al Brontë Parsonage Museum. Perché alla fine, tra un Jacob Elordi che cavalca e una Margot Robbie tormentata, tutto torna lì: a una scrivania di legno dove tre sorelle inventavano mondi per non morire di noia nel vento.








