Foglio di alluminio dietro al termosifone: semplice abitudine o vero aiuto contro le dispersioni? Ecco cosa sapere prima di provarlo.
È uno di quei consigli che circolano da anni nei condomìni, insieme alle dritte su come risparmiare sul riscaldamento senza rinunciare al comfort. Mettere un foglio di alluminio dietro al termosifone sembra una soluzione quasi magica: costa poco, si applica in pochi minuti e promette di ridurre la dispersione di calore. Ma quanto c’è di vero?
Con il caro energia sempre più al centro delle preoccupazioni domestiche, ogni piccolo accorgimento viene valutato con attenzione. E questo trucco, semplice ma curioso, merita di essere analizzato con lucidità, senza aspettative eccessive ma nemmeno scetticismo gratuito.
Il foglio dietro al termosifone: come funziona davvero
L’idea alla base è piuttosto intuitiva. Quando il termosifone è installato su una parete esterna, una parte del calore emesso viene assorbita dal muro e può disperdersi verso l’esterno. Posizionare un materiale riflettente dietro il radiatore serve proprio a limitare questa perdita. L’alluminio non produce calore, ma riflette una parte dell’energia termica che altrimenti verrebbe “catturata” dalla parete fredda.
Dal punto di vista fisico, il principio è corretto. In abitazioni datate, con muri poco isolati, l’inserimento di un pannello riflettente può ridurre la dispersione verso l’esterno in modo significativo. In alcuni casi si parla di un miglioramento complessivo che può arrivare fino al 5-10%, con picchi più elevati nelle situazioni peggiori. È un contributo concreto, anche se non rivoluzionario.
Il punto fondamentale è capire come funziona il riscaldamento. I termosifoni scaldano principalmente per convezione, ovvero attraverso l’aria calda che sale e si diffonde nella stanza. Solo una parte del calore si trasmette per irraggiamento verso la parete. Il foglio di alluminio agisce esclusivamente su questa componente radiante, motivo per cui il suo effetto è limitato a una porzione del calore totale.

Il foglio dietro al termosifone: come funziona davvero – meteolive.leonardo.it
Non tutti i contesti, però, sono uguali. Se il termosifone è montato su una parete interna, il beneficio è quasi nullo. Lo stesso vale per le abitazioni moderne, ben coibentate e dotate di isolamento termico efficiente. In questi casi, il muro non rappresenta una via di fuga significativa per il calore, quindi il pannello riflettente diventa poco più di un dettaglio invisibile.
Un altro aspetto importante riguarda il materiale utilizzato. La semplice carta stagnola da cucina non offre le stesse prestazioni dei pannelli termoriflettenti progettati appositamente per questo scopo. I prodotti specifici sono più resistenti, stabili e capaci di mantenere nel tempo le loro proprietà riflettenti, mentre la stagnola tende a stropicciarsi e perdere efficacia.
È quindi corretto aspettarsi un piccolo aiuto, non una svolta drastica in bolletta. Ridurre le dispersioni è sempre positivo, ma il vero salto di qualità arriva con interventi strutturali come cappotti termici, infissi performanti e una corretta regolazione dell’impianto.
In attesa di investimenti più importanti, però, questo accorgimento può rappresentare una scelta intelligente nelle case più datate. Un gesto semplice, economico e potenzialmente utile, soprattutto quando l’inverno si fa sentire e ogni grado in più fa la differenza.








