In un’epoca dominata dalla tecnologia digitale e dalla telefonia mobile, il gettone telefonico è diventato un reperto raro.
Chi possiede ancora qualche vecchio esemplare in casa potrebbe trovarsi improvvisamente di fronte a una vera fortuna. Questi piccoli oggetti, un tempo indispensabili per effettuare chiamate dai telefoni pubblici, stanno infatti conquistando un posto di rilievo nel mercato dei collezionisti, a causa della loro rarità e del valore storico che rappresentano.
Il gettone telefonico in Italia nacque ufficialmente nel 1927, quando la Stipel (Società Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda) coniò i primi esemplari in occasione della Fiera Campionaria di Milano, un evento di grande prestigio e rilevanza commerciale che si teneva nella città lombarda. Questi gettoni, realizzati in alpacca o bronzo, erano utilizzabili esclusivamente nei telefoni presenti all’interno della Fiera. La loro particolarità è anche legata al design: sul dritto mostrano la scritta “GETTONE || TELEFONICO” con la data in formato anno-mese (AAMM), mentre sul rovescio si trova l’immagine stilizzata di un telefono.
Con il passare degli anni, la produzione dei gettoni proseguì sotto il controllo dell’allora SIP, fino al 2001, quando cessarono definitivamente di essere coniati e utilizzati. La loro diffusione terminò a causa della crescente adozione delle schede telefoniche e, successivamente, della telefonia mobile, che decretarono il tramonto dei telefoni pubblici. Oggi, i pochi telefoni pubblici ancora presenti in Italia sono spesso non funzionanti, rendendo il gettone un pezzo da collezione fuori produzione.
Valore economico e rarità dei gettoni da collezione
Il valore di un gettone telefonico dipende innanzitutto dalla sua antichità e dalla sua rarità. Quelli più vecchi, come i gettoni Stipel del 1927 coniati per la Fiera Campionaria di Milano, sono tra i più ambiti dai collezionisti. Questi esemplari, spesso in ottone, possono valere oltre i 200 euro se in buone condizioni. Tuttavia, gettoni con particolari difetti di conio o edizioni commemorative limitate possono raggiungere cifre ben superiori, anche oltre i 1.000 euro.
Il mercato premia soprattutto i gettoni con errori di produzione, come l’assenza di un punto alla fine della sigla, o altre imperfezioni che li rendono unici. In questi casi, il valore può aumentare esponenzialmente, arrivando a toccare anche i 2.000 euro. Al contrario, i gettoni standard della SIP, più comuni e prodotti in larga scala fino al 2001, hanno un valore più modesto, generalmente compreso tra 2 e 3 euro. Alcune annate o sigle particolari, come 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011, possono invece raggiungere fino a 15 euro, mentre altre più rare possono superare i 50 euro.

Come riconoscere e valorizzare un gettone telefonico (meteolive.leonardo.it)
Per chi desiderasse verificare il valore di un gettone telefonico, è importante esaminare con attenzione alcuni dettagli. La data di produzione, indicata in formato anno-mese sul gettone, è fondamentale per individuarne l’epoca di conio. Lo stato di conservazione influisce molto sul valore, con preferenza per pezzi integri, privi di graffi o corrosioni.
I collezionisti sono molto interessati anche ai gettoni con caratteristiche particolari, come quelli con conio commemorativo o difetti di produzione. In Italia, produttori storici come la Emilio Senesi Medaglie di Milano (attiva dal 1927 al 1959) hanno realizzato molti di questi pezzi, la cui tracciabilità è importante per la valutazione.
Oggi, grazie alla crescita del mercato collezionistico e alla popolarità di aste online specializzate, è possibile vendere un gettone raro a prezzi considerevoli. Tuttavia, la prudenza è d’obbligo: è consigliabile rivolgersi a esperti numismatici per una valutazione accurata, evitando così pericolosi errori o truffe.
L’interesse per il gettone telefonico rappresenta un fenomeno affascinante che unisce storia, tecnologia e passione collezionistica, trasformando un semplice oggetto d’uso quotidiano in un piccolo tesoro da riscoprire.








