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Oggi - Ore 18.48 Rovesci di pioggia degni di nota al nord sono in atto sulla Lombardia e sul Friuli e al centro fra basso Lazio, nord Campania e nord Puglia.

Oggi - Ore 16.14 Dopo un generale e marcato calo termico atteso nel fine settimana, le temperature torneranno a salire in maniera importante solo al sud e sulle isole, mentre il rialzo risulterà molto più contenuto al nord e in parte anche al centro, come si nota dalle mappe spaghetti: http://meteolive.leonardo.it/speciali/GRAFICI/57/Grafici-Spaghetti-/31742/

Oggi - Ore 16.05 Il lago Maggiore a Sesto Calende è salito verso il massimo storico del periodo che è stato invece già superato dal lago di Garda per effetto della nuova ondata di maltempo che alimenta la piena del fiume Po, alzatosi di 1,3 metri nelle ultime ventiquattro ore a Pontelagoscuro.

Oggi - Ore 15.55 Temporali in atto nel Campidano, in Sardegna. Un temporale sta interessando anche Siena, rovesci di grandine a Crescentino, nel Vercellese e a Cortina d'Ampezzo.

Oggi - Ore 15.37 Continua a nevicare abbondantemente sulla località di San Bernardino in Svizzera nel Grigioni italiano in alta Mesolcina, come mostra la webcam: http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/336/San+Bernardino

Oggi - Ore 15.04 Mercoledì attesi forti rovesci su Sulcis ed Iglesiente in Sardegna, in estensione verso il Cagliaritano.

Oggi - Ore 14.41 Rovesci nevosi sulla Grigna, vista dal paese di Barzio, nel Lecchese. Notate la parte sommitale della montagna che perde visibilità sotto una precipitazione quasi sicuramente nevosa http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/654/Barzio A fondovalle cade invece una pioggia sottile.

Oggi - Ore 14.30 Prevista neve nel Tarvisiano nella giornata di venerdì 24 maggio, come si nota dal limite delle nevicate previsto dal nostro meteo città per Tarvisio: http://meteolive.leonardo.it/previsione-meteo/italia/friuli+venezia+giulia/tarvisio/3/

Oggi - Ore 14.27 Anche le ultime emissioni confermano la persistenza dell'instabilità sull'Italia almeno sino alla fine di maggio; in seguito forse interverrà una modesta stabilizzazione, ma ancora tutta da verificare.

Oggi - Ore 14.26 Segnalata pioggia a Torino e a Milano. Temporali con grandine nel Vicentino Piove anche a Napoli, a Cagliari e ad Agrigento.

Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abetone(PT) 02 Maggio 30 - 130 cm Aperti
Airolo 01 Maggio - assente - Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 17 Aprile 10 - 150 cm Chiusi
Alleghe(BL) 21 Maggio 70 - 210 cm Chiusi
Alpe Cermis(TN) 21 Maggio 30 - 150 cm Chiusi
Alpe di Mera(VC) 23 Aprile - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 21 Maggio 0 - 100 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 21 Maggio 0 - 50 cm Chiusi
Alta Pusteria(BZ) 21 Marzo n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Andalo(TN) 19 Aprile 30 - 250 cm Chiusi
Andermatt 27 Aprile - assente - Chiusi
Aprica(SO) 27 Aprile 0 - 80 cm Chiusi
Argentera(CN) 12 Aprile - assente - Chiusi
Arosa 01 Maggio 70 - 130 cm Chiusi
Artesina(CN) 26 Aprile - assente - Chiusi
Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Ayas(AO) 24 Aprile - assente - Chiusi
Badia(BZ) 21 Maggio 0 - 50 cm Chiusi
Bardonecchia(TO) 26 Aprile 10 - 110 cm Chiusi
Barzio(LC) 14 Aprile - assente - Chiusi
Bellino(CN) 05 Aprile - assente - Chiusi
Bettmeralp 14 Ottobre n/d Chiusi
Bolognola(MC) 01 Febbraio n/d Chiusi
Bormio(SO) 17 Aprile - assente - Chiusi
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La primavera: la stagione più bella dell’anno, se non fosse per i pollini

Molte persone sono colpite da allergie da polline in questo periodo; il tempo secco e il vento peggiorano ulteriormente la situazione.

Natura e meteo - 10 Marzo 2005, ore 09.45

Tosse, starnuti, bruciore agli occhi, naso chiuso e nei casi più gravi anche l’asma. Non stiamo parlando degli effetti di una nube tossica che si è improvvisamente sprigionata da qualche stabilimento chimico, ma degli effetti che possono produrre i pollini nei soggetti allergici. Per un certo numero di persone, il “calvario” comincia nei primi giorni di aprile con le prime fioriture e si conclude in genere alla metà del mese di giugno. Se la primavera risulta piuttosto umida e piovosa i granelli di polline, molto simili alla polvere, possono rimanere attaccati all’apparato floreale e non venire portati in circolo dal vento. Se invece il periodo in questione risulta secco e con scarsa umidità, il polline può diffondersi meglio nell’aria, acuendo la sintomatologia nei soggetti allergici. Da uno studio condotto da alcuni ricercatori, si nota che in questi ultimi anni le allergie da polline sono notevolmente aumentate. In un primo tempo si riteneva che ciò fosse dovuto ad un aumento delle sostanze inquinanti che periodicamente vengono emesse nell’atmosfera: si pensava, insomma, che l’inquinamento dell’aria avesse un effetto peggiorativo nei confronti di queste persone. Attualmente, invece, si è scoperto che la causa probabilmente è un’altra e risiede nelle nostre abitudini di vita. I nostri genitori e i nostri nonni, un tempo, erano abituati a vivere in condizioni di minore comfort: in inverno, per esempio, si viveva in ambienti poco riscaldati e venivano a mancare tutte quelle comodità che invece sono presenti oggi. In questo modo l’organismo aveva la possibilità di adattarsi a vivere in condizioni anche relativamente precarie, temprandosi maggiormente. Quindi la presenza di allergie nei tempi passati era minore in quanto i nostri antenati possedevano un organismo già temprato per affrontare il freddo in inverno e la mancanza dei comfort. Attualmente, invece, tutto è perfetto: le case sono più pulite, riscaldate e i comfort sono quasi al massimo. Ne deriva una minore tempranza del nostro fisico nei confronti degli agenti esterni, come appunto i pollini. La loro presenza nell’aria, quindi, è già di disturbo per noi e il nostro fisico subito ne risente. Volendo fare un’ulteriore puntualizzazione, diciamo che il polline è in genere invisibile, essendo formato da minuscoli granelli di aspetto variabile che possono essere visti solo con un microscopio. Sono questi la causa delle allergie. Le famose “barbe” dei pioppi e dei salici che volteggiano nel cielo in primavera non sono responsabili di allergie, in quanto non si tratta di polline, bensì di semi provvisti di apparato di volo, che viene chiamato “pappo”. In questo modo la pianta può condurre i suoi semi anche a notevole distanza dal fusto sfruttando l’azione del vento.

Autore : Paolo Bonino

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