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Oggi - Ore 08.40 Il tempo inizia lentamente a deteriorarsi sul Piemonte settentrionale ed occidentale. La panoramica della pianura torinese vista dalla Rocca di Cavour ci mostra una mattinata turbolenta sulla zona, con rischio di piovaschi o temporali. http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/783/Cavour

Oggi - Ore 08.06 Un forte temporale ha colpito nelle prime ore del mattino la città di Biella. Celle temporalesche prefrontali sono al momento presenti tra la Val d'Aosta e l'Ossola.

Oggi - Ore 07.51 Nella località turistica di Oberstdorf sulle Alpi bavaresi, è stato battuto martedì il record mensile di temperatura con +33,3°C, mandando "in pensione" il precedente record mensile di +31,8°C.

Oggi - Ore 07.39 Week-end progressivamente meno caldo sul nostro Paese, temporali a macchia di leopardo al nord, lunedì fronte freddo in azione al settentrione con temporali estesi e sensibile calo delle temperature.

Oggi - Ore 07.38 Giovedì possibili temporali anche forti e violenti sul Piemonte, la Valle d'Aosta e l'arco alpino occidentale, coinvolta parzialmente anche la Lombardia occidentale e soprattutto settentrionale.

Oggi - Ore 07.37 Nel pomeriggio odierno ancora temporali di calore possibili lungo le Alpi e la dorsale appenninica del centro, punte di caldo prossime ai 37-38°C.

18 Giugno 2013 - Ore 19.33 Il 90% dei nostri utenti che possiede uno smartphone idoneo consulta con soddisfazione le nostre previsioni tramite le app: installale anche tu, vai su http://meteolive.leonardo.it/meteo-mobile/ per maggiori info! Così ci potrai seguire ovunque ti trovi.

18 Giugno 2013 - Ore 15.43 Rovesci anche intensi e temporali sono attesi su Como tra la tarda mattinata ed il tardo pomeriggio-sera di giovedì, come indica il nostro meteo città: http://meteolive.leonardo.it/previsione-meteo/italia/lombardia/como/2/

18 Giugno 2013 - Ore 14.53 Si segnala qualche rovescio a Bolzano e a Levico Terme, in provincia di Trento.

18 Giugno 2013 - Ore 14.49 Da Clusone, in Valle Seriana, nella Bergamasca, si nota una vivace attività cumuliforme con anche qualche incudine temporalesco. Il rischio di temporali aumenterà nella zona nella giornata di mercoledì e soprattutto in quella di giovedì: http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/827/Clusone

Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abetone(PT) 02 Maggio 30 - 130 cm Aperti
Airolo 01 Maggio - assente - Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 17 Aprile n/d Chiusi
Alleghe(BL) 18 Giugno 70 - 210 cm Chiusi
Alpe Cermis(TN) 18 Giugno 30 - 150 cm Chiusi
Alpe di Mera(VC) 23 Aprile - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 18 Giugno n/d Aperti
Alta Badia(BZ) 18 Giugno 0 - 50 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 21 Marzo n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Andalo(TN) 19 Aprile 30 - 250 cm Chiusi
Andermatt 27 Aprile - assente - Chiusi
Aprica(SO) 27 Aprile 0 - 80 cm Chiusi
Argentera(CN) 12 Aprile n/d Chiusi
Arosa 01 Maggio 70 - 130 cm Chiusi
Artesina(CN) 26 Aprile - assente - Chiusi
Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Ayas(AO) 24 Aprile - assente - Chiusi
Badia(BZ) 18 Giugno 0 - 50 cm Aperti
Bardonecchia(TO) 26 Aprile 10 - 110 cm Chiusi
Barzio(LC) 14 Aprile n/d Chiusi
Bellino(CN) 05 Aprile n/d Chiusi
Bettmeralp 14 Ottobre n/d Chiusi
Bolognola(MC) 01 Febbraio n/d Chiusi
Bormio(SO) 17 Aprile n/d Chiusi
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I terremoti: come si formano? C’è qualche relazione con le condizioni atmosferiche?

Cerchiamo di capire che cosa scatena il fenomeno forse più distruttivo che la natura può vantare.

Natura e meteo - 26 Gennaio 2012, ore 11.38

In molte aree del nostro Pianeta, compresa purtroppo anche l'’Italia, si convive con un “rischio sismico” più o meno marcato. Questo significa che, in queste zone, la terra è soggetta periodicamente ad oscillazioni e fratture che danno origine ai terremoti.

Per riuscire a capire come può originarsi un terremoto, bisogna esaminare la Terra al suo interno. Lo strato superficiale, che ha spessore variabile a seconda della presenza o meno di catene montuose, è chiamato “crosta terrestre”. La sua copertura è piuttosto uniforme, ma in alcuni punti sono presenti anche delle fratture che delimitano autentiche “porzioni” di crosta, chiamate placche.

Al di sotto della croste terrestre è presente il “mantello”, formato da roccia fusa e magma. Le placche che delimitano la crosta, avendo una densità assai minore del mantello, tendono a “galleggiarci” sopra, esattamente come delle gigantesche zattere.

Infine, al centro del nostro Pianeta, abbiamo un nucleo solido, circondato da metallo fuso in continuo movimento. Da questa analisi molto semplicistica, si può già dedurre che la Terra non è un pianeta inerte, ma risente di periodici movimenti dovuti al galleggiamento delle placche sul mantello.Tra una placca e l’' altra esistono, come già accennato, delle fratture che vengono chiamate “faglie”, principali responsabili dei terremoti sul nostro Pianeta.

Come si originano le onde sismiche? Nel corso degli ultimi anni è stata proposta una teoria, che ancora oggi è la più valida. Si tratta della teoria dello “slittamento dei filamenti”. In poche parole due placche, che si muovono in direzioni contrarie, tendono ad accumulare un notevole quantitativo di energia potenziale che si crea dall’' attrito che tali placche devono compiere per potersi muovere.

Praticamente più l’'attrito è maggiore, più aumenta lo sforzo per il movimento e più aumenta l'’energia potenziale accumulata. Lo “sforzo” può durare anche parecchi anni, se non decenni. Successivamente si arriva al momento x in cui tale energia non può più essere sopportata e da qualche parte si crea una frattura. In questo modo tutta la tensione accumulata nel corso del tempo si libera improvvisamente, facendo letteralmente scuotere il terreno.Ecco il terremoto!

Lunghi periodi di inattività sismica in zone ad alto rischio può voler dire che le faglie stanno accumulando tensione. Questa, in un primo tempo, non viene dispersa, ma può disperdersi in un secondo tempo con un terremoto particolarmente distruttivo.

I due esempi classici in Italia sono il terremoto dell’'Irpinia e quello che ha colpito l’'Umbria e le Marche. Nel primo caso ci fu la liberazione di tutta la tensione accumulata con un'’unica scossa particolarmente distruttiva. Nel caso del terremoto in Umbria, invece, le tensioni presenti nelle faglie si sono liberate poco a poco, con una serie di scosse più deboli, ma con una sequenza che è durata mesi.

Si possono prevedere i terremoti? Sicuramente si può ipotizzare, in una zona ad alto rischio sismico, che prima o poi un altro terremoto colpirà quel settore, ma non si potranno mai conoscere l’'esatto momento e l'’intensità del sisma.

Ci sono relazioni tra le condizioni del tempo e i terremoti? Non esiste, per ora, una correlazione scientifica tra i terremoti e lo stato del tempo. Quindi l’a locuzione “ "tempo da terremoto”", non sembra avere alcun riscontro logico.


Autore : Paolo Bonino

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