Scarica gratis le nostre app per le previsioni meteo sempre con te! App IOS App Android Mobile version
Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo

Oggi - Ore 07.38 Giovedì si conferma il rischio di qualche forte temporale su Alpi centro-occidentali e Piemonte.

Oggi - Ore 07.36 Milano e Napoli con 25°C risultano stamane le località con le temperature minime più elevate del Paese.

Oggi - Ore 07.32 Sono i giorni del caldo africano: entro giovedì previsti picchi di 35-36°, localmente anche superiori. Controlla quali regioni risulteranno più penalizzate dal cocktail tra caldo ed umidità: http://meteolive.leonardo.it/speciali/MAPPE/73/Indice-di-disagio-estivo/33057/

17 Giugno 2013 - Ore 15.43 Gran bel sole sui prati di Tarvisio. L'estate sui monti è sempre meravigliosa e rende il verde alpino particolarmente intenso: http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/228/Tarvisio+%28750m%29

17 Giugno 2013 - Ore 15.28 Le nostre mappe segnalano Foggia come città più calda d'Italia nella giornata di giovedì 20 giugno, ma nella classifica delle città che sperimenteranno le temperature più elevate rientra anche Roma con 35°C: http://meteolive.leonardo.it/classifiche-meteo/#città-piovose

17 Giugno 2013 - Ore 15.08 Anche nella zona di Avellino sono presenti imponenti formazioni cumuliformi, come dimostra questa webcam. http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/550/Avellino+1.280m Sulla zona non si esclude un temporale di calore nelle prossime ore.

17 Giugno 2013 - Ore 15.01 Il tempo in sintesi per i prosimi giorni: l'anticiclone africano regalerà ancora giorni bollenti sull'Italia. Solo lungo le Alpi ed in Appennino potranno formarsi isolati temporali di calore. Il caldo continuerà a recitare il ruolo di protagonista, con punte di 35°C, in particolare su Emilia, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, zone interne sicule e sarde, ma anche nei fondovalle alpini; si salverà dalla calura intensa solo la fascia costiera, grazie a brezze rinfrescanti. Giovedì penetrerà aria fresca dalla Francia e al nord-ovest potranno verificarsi dei temporali anche di forte intensità, specie tra Piemonte e Lombardia, segnale di un'attenuazione del caldo.

17 Giugno 2013 - Ore 15.00 L'ultima immagine da satellite ci mostra un temporale nelle zone interne dell'Abruzzo http://www.sat24.com/image.ashx?country=it&type=loop&sat=vis Si segnala difatti un temporale a Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila.

17 Giugno 2013 - Ore 14.19 Radio caldo: spiccano in queste ore i 33°C di Ferrara, Arezzo e Verona, i 32°C di Forlì, Firenze e Bologna, scende a 32°C complice la brezza marina Alghero, mentre salgono a 32°C Codroipo in Friuli e Bolzano in Alto Adige.

17 Giugno 2013 - Ore 14.00 Nubi cumuliformi sono presenti sull'arco alpino centro-occidentale. Si segnala qualche episodio piovoso in Val Sesia, nel Vercellese.

Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 17 Giugno - assente - Chiusi
Abetone(PT) 13 Giugno - assente - Chiusi
Adelboden 13 Giugno - assente - Chiusi
Airolo 01 Maggio - assente - Chiusi
Ala di Stura(TO) 17 Giugno - assente - Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 17 Giugno - assente - Chiusi
Alleghe(BL) 17 Giugno 70 - 210 cm Chiusi
Alpe Cermis(TN) 15 Aprile n/d Chiusi
Alpe Devero(VB) 18 Aprile n/d Chiusi
Alpe di Mera(VC) 17 Giugno - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 17 Giugno n/d Aperti
Alpette(TO) 29 Marzo n/d Chiusi
Alta Badia(BZ) 17 Giugno 0 - 50 cm Chiusi
Alta Pusteria(BZ) 21 Marzo n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 10 Aprile n/d Chiusi
Altopiano di Vezzena(TN) 07 Aprile n/d Chiusi
Andalo(TN) 19 Aprile 30 - 250 cm Chiusi
Andermatt 27 Aprile - assente - Chiusi
Aprica(SO) 13 Giugno - assente - Chiusi
Arcidosso(GR) 17 Giugno - assente - Chiusi
Argentera(CN) 14 Giugno - assente - Chiusi
Arosa 14 Giugno - assente - Chiusi
Artesina(CN) 14 Giugno - assente - Chiusi
Asiago(VI) 10 Aprile n/d Chiusi
Aurano(VB) 10 Aprile n/d Chiusi
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

FERRO negli oceani contro l’effetto serra?

Ferro negli oceani contro l’Effetto Serra?

Natura e meteo - 26 Aprile 2006, ore 09.58

Nuove ricerche ed esperimenti propongono possibili soluzioni per l’abbattimento delle concentrazioni in anidride carbonica nell’atmosfera. Chi si occupa di clima, ed in generale di ambiente ed ecologia, sa benissimo che gli oceani svolgono un compito essenziale nel controllo del nostro clima. Lo fanno in diversi modi, sia funzionando da termoregolatori inerziali (trattenendo e rilasciando il calore ricevuto dal Sole in modo molto più lento delle terre emerse), sia redistribuendo lo stesso calore e l’umidità in varie zone del nostro pianeta grazie alle correnti marine. Ma il mare funziona anche da regolatore dei gas serra, e quindi del nostro clima, infatti gli oceani contengono, disciolte nelle loro acque, enormi quantità di anidride carbonica e di altri gas. Ma gli oceani, senza altri meccanismi, raggiunto un livello di saturazione smetterebbero di assorbire questo gas. Il ciclo del carbonio, non è soltanto un ciclo appartenente alle terre emerse, dove le piante assorbono CO2 e emettono O2, ma soprattutto un ciclo sottomarino. La vita sottomarina da sempre, a partire dal fitoplancon (microscopici vegetali marini) e dal plancton (microscopici animali marini), trasforma enormi quantità di anidride carbonica in carbonati solidi che si depositano sui fondali oceanici (sia direttamente che sottoforma di altre forme viventi che si nutrono del plancton stesso). Tutte le piante crescono assorbendo anidride carbonica dall’aria nel corso della fotosintesi, ma il fitoplancton è responsabile di quasi la metà del processo totale di fotosintesi del pianeta, quindi ha un'enorme influenza sulla quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera I risultati di questa trasformazione sono ben visibili anche nelle più belle formazioni rocciose delle nostre montagne, che un tempo si trovavano nei fondali oceanici. Preoccupati dall’aumento dei gas serra, ed in particolare dall’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica presente nella nostra atmosfera, gli scienziati stanno studiando e sviluppando possibili meccanismi che ne permettano il riassorbimento. Tra le varie proposte, oggi, si affaccia quella di una stimolazione tramite fertilizzanti a base di ferro della crescita del plancton marino. In realtà l’idea non è nuova, da molto tempo gli scienziati che si occupano di biologia marina si sono accorti che i plancton e fitoplancton marini crescono e proliferano in presenza di sostanze quali azoto, fosforo e silicio, ma che anche in presenza di un eccesso di queste sostanze il plancton non cresce ulteriormente. E’ la concentrazione di ferro, presente nelle acque, a limitare, generalmente, la crescita del fitoplancton. Infatti, oggi, i risultati dei primi esperimenti su larga scala effettuati nell'Oceano meridionale che circonda l'Antartico, scelto perché non particolarmente influenzato dalla restante circolazione marina mondiale, confermano questa ipotesi.. I ricercatori del Southern Ocean Iron Release Experiment (Soiree) hanno distribuito oltre ottomilacinquecento chilogrammi di un composto ferroso (solfato di ferro) nell’Oceano Artico, in un’area vasta 8 chilometri e in un certo periodo di tempo, e ne hanno seguito gli effetti sulla crescita del fitoplancton. In seguito hanno usato rilevatori galleggianti per registrare il flusso di carbonio. I risultati, pubblicati ora su Science, mostrano un aumento complessivo della biomassa depositata sul fondo dell'oceano, e quindi di CO2 sottratta all'atmosfera. Le prime stime indicano che sperimentando solamente nell'Oceano Antartico questa nuova tecnica si potrebbe ridurre la quantità di anidride carbonica nell'atmosfera di circa un 15 per cento. A ogni atomo di ferro potrebbero infatti corrispondere dai 10.000 ai 100.000 atomi di carbonio sottratti dall'atmosfera. Nel passato, alcuni cambiamenti nella quantità di ferro disponibile per il fitoplancton, hanno probabilmente causato grandi cambiamenti climatici sul nostro pianeta. Come dimostrano le ricerche di Andrew Watson e dei suoi collaboratori dell’Università dell’East Anglia, in Gran Bretagna, i mutamenti climatici prima e dopo le epoche glaciali sarebbero strettamente legati alla disponibilità di pulviscolo ricco di ferro (il ferro è liberato nei mari come pulviscolo metallico trasportato dal vento). Infatti uno studio effettuato sugli ultimi 400 mila anni (dedotti dalla misurazione del pulviscolo nell’antico ghiaccio antartico) evidenzierebbe una diminuzione di pulviscolo ricco di ferro alla fine delle ere glaciali, causata dalla crescente copertura di porzioni sempre maggiori di terra ferma ad opera del ghiaccio, che ne diminuiva quindi la sollevazione in atmosfera e che intrappolava nel ghiaccio stesso il pulviscolo sollevato. Questo basterebbe a spiegare quasi la metà dell’incremento di anidride carbonica nell’atmosfera in quei periodi e la diminuzione di stratificazioni nei fondali marini. Altri ricercatori, guidati dal biologo oceanografico Victor Smetacek, stanno però valutando i rischi di tale tecnica. Una proliferazione artificiale del plancton potrebbe infatti causare cambiamenti sostanziali dell'ecosistema marino.. Fonti: Nature e Science

Autore : Massimiliano Santini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 07.48: A55 Tangenziale Nord Di Torino

rallentamento

Traffico rallentato causa traffico intenso tra Venaria-Stadio (Km. 12,1) e Interconnesione Tangenzi..…

h 07.47: A1 Bologna-Firenze

rallentamento

Traffico rallentato causa traffico intenso tra Barberino di Mugello (Km. 261,4) e Roncobilaccio (Km..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum