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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Abetone(PT) 27 Marzo 20 - 40 cm Aperti
Adelboden 27 Marzo 0 - 90 cm Aperti
Airolo 26 Marzo - assente - Chiusi
Ala di Stura(TO) 23 Marzo 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 27 Marzo 20 - 220 cm Aperti
Alleghe(BL) 27 Marzo 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 23 Marzo 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 23 Marzo 10 - 50 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 27 Marzo 0 - 20 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 27 Marzo 5 - 30 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 27 Marzo 20 - 60 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 23 Marzo 30 - 50 cm Aperti
Andalo(TN) 27 Marzo 0 - 90 cm Aperti
Andermatt 27 Marzo 10 - 380 cm Aperti
Aprica(SO) 27 Marzo 20 - 100 cm Aperti
Arcidosso(GR) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Argentera(CN) 25 Marzo 35 - 160 cm Aperti
Arosa 27 Marzo 80 - 150 cm Aperti
Artesina(CN) 27 Marzo 20 - 70 cm Aperti
Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 21 Marzo 20 - 0 cm Chiusi
Avoriaz 27 Marzo 70 - 160 cm Aperti
Ayas(AO) 27 Marzo - assente - Chiusi
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MALTEMPO: Le precipitazioni che "sfondano" da nord...

Non sempre le correnti settentrionali portano fenomeni essenzialmente a nord dell’arco alpino. In alcuni casi vi possono essere autentici sfondamenti con precipitazioni anche al sud delle Alpi.

MeteoLive school - 18 Febbraio 2016, ore 15.00

Ogni volta che un fronte perturbato scende da nord verso sud sull’Europa centrale, buona parte del nord Italia si prepara ad un episodio di Foehn, che determina cielo sereno, limpido e temperature gradevoli. Viceversa, a nord delle Alpi, arrivano copiose precipitazioni anche nevose se la temperatura lo consente.

Questa è una regola che difficilmente la natura trasgredisce. I contrafforti alpini, specie quelli centro-occidentali, hanno un’altezza tale da determinare condizioni meteorologiche diametralmente opposte da un versante all’altro.

Il previsore, prima di dare per certa questa soluzione, deve valutare attentamente alcuni dettagli che potrebbero avere ripercussioni notevoli sul tempo che farà.

Dal punto di vista barico, le condizioni migliori per avere il Foehn sul nord Italia sono la presenza di un anticiclone lungo i meridiani sull’Europa occidentale e una depressione centrata sul nord-est Europa. In mezzo a questi due centri motori scorrono correnti settentrionali che impattando contro la barriera alpina danno origine a questo vento.

Per fare in modo che la previsione sia maggiormente attendibile, il previsore deve anche studiare la caratteristica delle suddette correnti, per non incorrere in errori anche grossolani.

I due fattori da monitorare molto attentamente sono l’umidità della massa d’aria in arrivo e soprattutto la velocità del vento. Se la massa d’aria si presenta molto umida, le precipitazioni sui versanti esteri alpini saranno maggiori, in quanto maggiore sarà la condensazione del vapore acqueo nella fase di impatto contro i rilievi. Queste correnti hanno quasi sempre matrice nord atlantica e percorrono l’Europa centrale da NW verso SE.

Il secondo fattore importante è la velocità delle suddette correnti. Correnti di debole o moderata intensità produrranno un effetto “stau” meno marcato a nord delle Alpi rispetto ad una corrente molto veloce.

Dopo questa trattazione sembra impossibile che le precipitazioni arrivino al sud delle Alpi con correnti di matrice settentrionale. In effetti è quasi sempre così, ma in alcuni casi può avvenire il “miracolo”, con le nubi e le precipitazioni che possono sconfinare anche su parte dei versanti italiani. Si tratta, comunque, di precipitazioni di debole o moderata intensità, che non durano troppo a lungo.

Per far si che ciò avvenga, servono correnti con umidità molto elevata e velocità estremamente alta. Se le correnti aeree sono velocissime, l’interessamento da parte della nuvolosità “nordica” non si limita solo alle creste di confine, ma può spingersi fino alle zone pedemontane italiane, coinvolgendo persino alcuni settori dell’alta pianura, specie della Lombardia. L’effetto favonico, di conseguenza, slitta di diversi chilometri più a sud e non interessa le zone prospicienti ai rilievi.

Quando le correnti aeree diminuiscono la loro velocità e soprattutto diminuisce l’umidità della massa d’aria, soprattutto dopo il passaggio di un fronte, anche le zone pedemontane ritrovano il Foehn perduto, con le nubi che tendono a ritirarsi in posizione classica, ovvero lungo le creste di confine.


Autore : Paolo Bonino

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