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MALTEMPO: i "pericoli" del fronte caldo

Spesso, in presenza di fronti caldi, le precipitazioni risultano deboli. In alcune circostanze, tuttavia, queste perturbazioni riescono a provocare rovesci e anche dei temporali. Cerchiamo di capire come mai.

MeteoLive school - 22 Febbraio 2016, ore 09.16

Il fronte caldo è il primo elemento perturbatore di un sistema frontale atlantico o mediterraneo. Una perturbazione che si rispetti è composta da un fronte caldo, un settore caldo e un fronte freddo.

Passato il ramo freddo, la massa d'aria ha completamente cambiato le sue caratteristiche di partenza. I contrasti di conseguenza cessano ed i fenomeni solitamente vengono meno.

Quando passa la parte terminale della struttura frontale sono spesso presenti i classici temporali di chiusura che lasciano il cielo terso, un calo dell'umidità e delle temperature.

Focalizziamo ora l'attenzione sul fronte caldo; la riuscita o meno della sua fenomenologia è in stretto rapporto con le caratteristiche della massa d'aria che è presente al suolo prima del suo arrivo. Se al suolo è presente aria abbastanza calda, il fronte caldo troverà una situazione termica quasi analoga a quella presente al suo interno. I fenomeni, di conseguenza, saranno molto scarsi (pioviggini, piogge deboli o al massimo moderate).

Viceversa, se il fronte caldo trova un substrato più freddo rispetto alla massa d'aria contenuta al suo interno, essa è costretta a salire (perchè più leggera di quella fredda sottostante). Ogni volta che una massa d'aria caldo-umida si solleva genera sempre instabilità. In questo caso il fronte caldo può attivarsi e generare precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale.

I temporali detti da fronte caldo possono avere notevole intensità per via della massa d'aria molto umida. Essi, inoltre, possono persistere per molte ore sui medesimi luoghi (in presenza di ostacoli orografici) e determinare allagamenti o alluvioni lampo.

Questo video, girato in occasione dell'alluvione di Genova del 4 novembre 2011, ci mostra la potenza che possono avere questi temporali.

 


Autore : Paolo Bonino

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