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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 20 Gennaio 15 - 40 cm Aperti
Abetone(PT) 20 Gennaio 50 - 70 cm Aperti
Adelboden 20 Gennaio 37 - 70 cm Aperti
Airolo 20 Gennaio 10 - 40 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 19 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 20 Gennaio 15 - 180 cm Aperti
Alleghe(BL) 20 Gennaio 2 - 45 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 19 Gennaio 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 19 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 20 Gennaio 1 - 4 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 20 Gennaio 20 - 10 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 20 Gennaio 25 - 50 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 17 Gennaio 5 - 40 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 19 Gennaio 30 - 40 cm Aperti
Andalo(TN) 20 Gennaio 5 - 20 cm Aperti
Andermatt 20 Gennaio 40 - 130 cm Aperti
Aprica(SO) 20 Gennaio 25 - 45 cm Aperti
Arcidosso(GR) 20 Gennaio 15 - 40 cm Aperti
Argentera(CN) 16 Gennaio 35 - 120 cm Aperti
Arosa 20 Gennaio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 20 Gennaio 50 - 90 cm Aperti
Asiago(VI) 17 Gennaio 5 - 40 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 17 Gennaio 10 - 15 cm Aperti
Avoriaz 20 Gennaio 80 - 90 cm Aperti
Ayas(AO) 20 Gennaio 35 - 80 cm Aperti
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Ultimissime della sera: prima l'instabilità a carattere FREDDO, poi l'anticiclone?

Nei prossimi giorni alcune importanti circolazioni di bassa pressione influenzeranno ancora il tempo atmosferico europeo ed italiano. Più anticiclone forse dalla seconda decade di marzo.

In primo piano - 3 Marzo 2016, ore 21.00

Situazione attuale: una perturbazione molto attiva, veicolante aria fredda in quota di origine polare marittima, interessa in queste ore il nostro Paese, determinando manifestazioni sparse di instabilità che attualmente interessano soprattutto i settori centrali e meridionali dello stivale. L'aria molto fredda in quota ha favorito anche le prime manifestazioni prettamente CONVETTIVE, che hanno dato origine anche ad alcuni temporali sparsi con neve a bassa quota. Ampie schiarite sull'angolo nord-occidentale dove è stata attiva una ventilazione di Favonio.

Sequenza di perturbazioni in rapida successione.

Nei prossimi giorni il nostro Paese verrà interessato da una circolazione ciclonica assai conplessa ed attiva che metterà in gioco ancora masse d'aria fredda di origine polare-marittima. Assisteremo ad un vero e proprio "svuotamento" di vorticità che determinerà un forte ribasso del Fronte Polare sino ai settori di basso Mediterraneo.

Ne conseguirà una fase spiccatamente instabile ed evolutiva, nella quale avremo modo di sperimentare belle schiarite assolate ma anche fenomeni sparsi di instabilità e precipitazioni organizzate.

Il sistema nuvoloso forse più importante sarà quello atteso sull'Italia tra sabato 5 e lunedì 7 marzo; l'Italia verrà infatti interessata dal transito di una vistosa perturbazione che dapprima porterà fenomeni concentrati soprattutto al nord (sabato 5) per poi trasferirsi anche al centro ed al sud tra domenica 6 e lunedì 7.

Seguiranno strascichi di instabilità anche nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 marzo, con un interessamento maggiore dei versanti adriatici a scapito di quelli tirrenici.

Andamento termico altalenante ma ancora affine all'inverno.

Visto il coinvolgimento piuttosto vistoso delle masse d'aria fredda di origine polare, le temperature stringeranno spesso l'occhiolino all'inverno, soprattutto nei momenti in cui il cielo risulterà nuvoloso e le precipitazioni saranno attive. Il rovesciamento d'aria fredda dalle quote superiori verso il suolo, sarà infatti l'elemento che accomunerà le diverse fasi di tempo INSTABILE/PERTURBATO che si prospettano nei prossimi giorni. I picchi più bassi di temperatura ovviamente sulle regioni settentrionali mentre al centro ed al sud i valori risulteranno un po' più miti.

L'anticiclone dalla seconda decade di marzo?

Infine uno sguardo all'evoluzione atmosferica relativa alla seconda decade di marzo, momento in cui l'alta pressione delle Azzorre, sostenuta da un rinforzo graduale della corrente a getto polare posta in questo caso su di latitudini più elevate, tornerebbe ad espandersi verso il bacino del Mediterraneo occupando anche l'Italia. Ne deriverebbe un miglioramento graduale delle condizioni atmosferiche con effetti più evidenti sul tempo delle regioni più occidentali del Paese. Solo in un momento successivo tale miglioramento si estenderebbe anche ai versanti adriatici ed alle regioni centrali e soprattutto meridionali.

Evoluzione da confermare.


Autore : William Demasi

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