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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 21 Febbraio 5 - 35 cm Aperti
Abetone(PT) 21 Febbraio 20 - 50 cm Aperti
Adelboden 21 Febbraio 30 - 74 cm Aperti
Airolo 21 Febbraio 10 - 150 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 19 Febbraio 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 20 Febbraio 10 - 190 cm Aperti
Alleghe(BL) 21 Febbraio 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 19 Febbraio 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 19 Febbraio 10 - 50 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 21 Febbraio 7 - 40 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 21 Febbraio 10 - 40 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 21 Febbraio 35 - 75 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 19 Febbraio 0 - 70 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 19 Febbraio 30 - 50 cm Aperti
Andalo(TN) 20 Febbraio 25 - 65 cm Aperti
Andermatt 21 Febbraio 36 - 215 cm Aperti
Aprica(SO) 21 Febbraio 30 - 130 cm Aperti
Arcidosso(GR) 21 Febbraio 5 - 35 cm Aperti
Argentera(CN) 21 Febbraio 55 - 200 cm Aperti
Arosa 21 Febbraio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 20 Febbraio 120 - 200 cm Aperti
Asiago(VI) 19 Febbraio 0 - 70 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 19 Febbraio 10 - 40 cm Aperti
Avoriaz 20 Febbraio 90 - 120 cm Aperti
Ayas(AO) 20 Febbraio 50 - 90 cm Aperti
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Ultimissime della sera: FREDDO ed INSTABILITA' INVERNALE almeno sino al prossimo weekend, poi...

Aria fredda ed instabile di origine ARTICO-CONTINENTALE protagonista del tempo d'Europa sin verso l'inizio della terza decade di gennaio; poi un probabile addolcimento delle temperature.

In primo piano - 16 Gennaio 2017, ore 21.15

Situazione attuale: una vistosa circolazione di BASSA pressione tiene sotto scacco il tempo atmosferico delle regioni centrali e meridionali, laddove ritroviamo parecchia nuvolosità foriera di precipitazioni nevose sino a bassa quota. Un flusso d'aria fredda di origine artico-continentale porta con sè bassi valori di temperatura registrati soprattutto al nord. La ventilazione risulta tesa di Tramontana e Grecale, la sensazione di freddo risulta alquanto accentuata. Entro questa notte i fenomeni tenderanno in parte ad espandersi verso le regioni settentrionali, in primis l'Emilia Romagna. 

Una vasta depressione in azione sul bacino centro-orientale del Mediterraneo: ecco i settori d'Italia più colpiti. 

Già da alcune ore il nostro Paese viene interessato da una figura di BASSA pressione centrata col proprio perno sui settori meridionali italiani. Nelle prossime ore nevicate a bassa quota interesseranno con particolare vigore i settori centrali e settentrionali adriatici dell'Appennino. Tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio le regioni che potranno sperimentare la caduta di NEVE sin verso le quote pianeggianti saranno quindi le Marche e l'Emilia Romagna.

Rovesci e temporali si attarderanno ancora sui settori centrali e meridionali tirrenici almeno sino a giovedì 19 gennaio, in questo frangente troveremo una quota neve un po' più elevata.

Farà freddo su tutto il Paese con venti tesi di Tramontana e Grecale, picchi termici minimi attesi sulle regioni del nord

Medio e lungo termine: ancora sotto valutazione l'arrivo della NEVE al nord. Un addolcimento delle temperature da mercoledì 25 gennaio in avanti. 

Con l'arrivo del weekend (sabato 21 - domenica 22) l'aria fredda tenderà a dilagare sin verso le propaggini più occidentali del continente; una nuova ciclogenesi prenderà vita a cavallo tra il mar Mediterraneo e le coste settentrionali africane, la sua precisa posizione risulta ancora piuttosto incerta, anche se con tutta probabilità andrà a collocarsi a cavallo tra le coste tunisine, le coste algerine e la Sardegna.

Non possiamo escludere la possibilità d'avere un minimo depressionario collocato in posizione più settentrionale, in tal modo da favorire l'arrivo di un modesto contributo precipitativo anche al nord. (bassa probabilità)

Allo stato attuale sembrerebbero quindi essere ancora una volta le regioni del centro e del sud (Sardegna in primis) a ricevere le precipitazioni più organizzate. 

Viene infine confermato un addolcimento della temperatura sull'Europa e sul Mediterraneo da mercoledì 25 gennaio in poi; l'aumento della temperatura poggerebbe radici nell'esaurimento della circolazione fredda artico-continentale, cui si accompagnerebbe una ripresa dell'arrività ciclonica oceanica che contribuirebbe a riportare sul Mediterraneo masse d'aria temperate di origine basso atlantica.

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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