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Perturbazioni e tempo INSTABILE tornano ad interessare il Mediterraneo

L'alta pressione abbandona gradualmente la scena atmosferica del Mediterraneo; masse d'aria più fredde ed instabili nord-atlantiche approfittano immediatamente della situazione traghettando l'Italia verso un periodo di instabilità.

In primo piano - 2 Febbraio 2016, ore 17.30

Reduci da un inizio di febbraio estremamente mite, in queste ore l'alta pressione abbandona velocemente la scena atmosferica del nostro Paese, ritirandosi sull'oceano Atlantico e sull'Europa occidentale, consentendo l'ingresso di una prima circolazione di bassa pressione sul nostro Paese. Quest'ultima veicolerà una massa d'aria nord-atlantica dalle caratteristiche assai più fredde rispetto a quella preesistente. Trattasi di aria fredda polare-marittima che porterà sul nostro Paese, una veloce sfuriata di instabilità. Avremo a che fare con un passaggio piuttosto veloce che privilegerà i settori adriatici con una fenomenologia un po' più vigorosa, benchè non manchino le precipitazioni anche sul versante tirrenico. (soprattutto nella prossima notte) 

Questa perturbazione avrà il ruolo importante di spianare la strada all'evoluzione prevista nel periodo successivo; ci stiamo riferendo ad un secondo corpo nuvoloso atteso sul nostro Paese entro il prossimo weekend. Una vistosa circolazione di bassa pressione collocherà infatti il proprio perno sui settori nord-occidentali europei (Regno Unito) laddove una vistosa perturbazione farà breccia sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, coinvolgendo anche il nostro Paese soprattutto tra domenica 7 e lunedì 8 febbraio.

Le precipitazioni intense e persistenti, coinvolgeranno soprattutto i settori del medio ed alto Tirreno e le regioni del nord. Un picco massimo di pioggia potrebbe riguardare l'arco alpino centro-orientale e la Liguria di Levante. Farebbe seguito un trasferimento delle precipitazioni e del maltempo anche al centro-sud soprattutto lunedì 8 febbraio. 

Parlando di quota neve, quest'ultima sarà sicuramente più elevata (generalmente oltre i 1000 metri sia su Alpi che su Appennino) tra la serata di sabato e la prima metà di domenica. Entro questo lasso temporale si consumeranno gli effetti portati dal richiamo sciroccale della perturbazione, antecedente l'ingresso della parte più fredda che si manifesterebbe a partire dai settori più occidentali dalla seconda metà di domenica, estendendosi poi al resto del Paese lunedì 8 febbraio. In questa seconda fase ci attendiamo un calo della quota neve che sarà attestata mediamente sui 400-600 metri lungo le Alpi, specie quelle occidentali. Fiocchi sin verso 500-700 metri sull'Appennino settentrionale. Fiocchi relegati a quote più elevate (1000 metri) sul centro Appennino. 

L'evoluzione successiva vedrebbe ancora l'Europa interessata da una circolazione d'aria instabile oceanica; in conseguenza di questo mancherebbero episodi decisi di freddo in area mediterranea come sul resto d'Europa, anche se il passaggio continuo e frequente di sistemi perturbati, potrebbe regalare cospicui apporti di neve sulle nostre montagne. 

Seguite gli aggiornamenti. 

 

 

 


Autore : William Demasi

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