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Perché non nevica sempre allo stesso modo? Le nevicate in base alla temperatura

Come mai durante una nevicata i fiocchi possono scendere più grandi o più piccoli, ghiacciati oppure farinosi?

In primo piano - 22 Dicembre 2016, ore 15.39

Assistere ad una bella nevicata in pieno inverno con piante e strade ricoperte di bianco, è uno spettacolo di rara bellezza che la natura ci regala. Tutto assume connotati da fiaba con i rumori che vengono ovattati e danno un effetto davvero suggestivo.

Se ci soffermiamo ad analizzare più “tecnicamente” una nevicata, noteremo che i fiocchi non sono mai tutti uguali: a volte domina una neve sottile con fiocchi piccoli, altre volte scende a larghe falde in maniera molto spettacolare; in altre situazioni può scendere molto dura e ghiacciata, determinando il classico “ticchettio” sulle nostre giacche a vento.

Da cosa dipende la grandezza e la forma dei fiocchi? Per rispondere a questa domanda è necessario conoscere molti parametri, che esulano dalla semplice temperatura presente al suolo nel momento della nevicata.

E’ noto a tutti che la temperatura migliore per avere una nevicata copiosa deve essere attorno allo zero. Tuttavia per avere la certezza che la nevicata sia davvero abbondante è necessario conoscere altre cose, tra cui lo spessore delle nubi, l’umidità presente nell’aria e soprattutto la temperatura in quota.

Può capitare che la temperatura al suolo sia attorno allo zero, ma in quota vi sia uno scorrimento di aria più calda e umida; in poche parole, può fare più freddo al suolo e più caldo in quota.

La precipitazione parte come neve, ma incontra lo strato di aria con temperature al di sopra dello zero e fonde in pioggia. La pioggia, in seguito, attraversa lo strato in prossimità del suolo che presenta temperatura nuovamente vicina allo zero; quando accade ciò non si ha il ricongelamento e la precipitazione tocca terra come pioggia, anche se la temperatura risulta “da neve”.

In altre parole, può piovere al suolo anche con 0°o con temperature di poco al di sotto dello zero.

Se lo strato di aria calda presente ad una certa quota è molto sottile e non riesce a sciogliere i fiocchi per intero, questi tendono prima a bagnarsi e poi a ricongelare in prossimità del suolo quando raggiungono lo strato freddo sottostante.

Ne deriva una precipitazione di neve molto dura e rumorosa, quella che determina il “ticchettio” sulle nostre giacche. Ogni volta che sentiamo i fiocchi di neve che rumoreggiano significa che hanno subito un processo di fusione in quota e successivo ricongelamento in prossimità del suolo.

Se ciò avviene dopo una nevicata abbondante, la temperatura in quota sta aumentando e la neve potrebbe lasciare il posto alla pioggia. Se la medesima cosa avviene invece dopo una giornata di pioggia, significa che lo strato caldo in quota si sta assottigliando e la neve potrebbe fare la sua comparsa molto presto.

In condizioni di temperatura molto bassa sia al suolo che in quota, la neve che scende non fa mai rumore, ma si presenta con fiocchi molto leggeri e svolazzanti, che appena toccano terra attecchiscono subito.

La neve farinosa è sinonimo di basse temperature anche in quota oltre che al suolo.

Se lo spessore delle nubi risulta modesto, i cristalli di ghiaccio che si formano per “sublimazione”, ovvero per il passaggio dallo stato aeriforme a solido ( saltando il liquido), saranno in quantità piuttosto bassa. Di conseguenza le collisioni tra i cristalli saranno scarse e i fiocchi di neve risulteranno di piccole dimensioni. La nevicata quindi si presenterà di debole intensità e con fiocchi piccoli.

Se lo spessore delle nubi risulta notevole e con un tasso di umidità maggiore, le collisioni tra i cristalli di ghiaccio saranno favorite. Questo consentirà ai fiocchi di ingrandirsi e al suolo la nevicata risulterà a larghe falde.

L'alternanza al suolo di fiocchi piccoli e grandi è da mettere quindi in stretta relazione con la presenza di strati nuvolosi più o meno densi che scorrono in quota.

Un repentino aumento della temperatura a livello del suolo può determinare una parziale fusione dei fiocchi di neve in discesa. Tali fiocchi, bagnati, tenderanno a collidere meglio tra di loro a causa dell’aumentata forza di coesione imposta dalla maggiore presenza di acqua al loro interno. Ne deriverà una precipitazione di fiocchi larghi e bagnati, ma con scarso attecchimento al suolo.


Autore : Paolo Bonino

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