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Alta Badia(BZ) 04 Maggio - assente - Chiusi
Alta Pusteria(BZ) 24 Maggio - assente - Chiusi
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Altopiano di Vezzena(TN) 04 Aprile - assente - Chiusi
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Modello americano: diviene più probabile la fase fredda ARTICA sull'Italia

Uno sguardo agli ultimi aggiornamenti emessi dalla previsione del modello americano mettono in evidenza una probabile azione fredda di stampo artico sull'Italia con target la seconda decade di gennaio. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 7 Gennaio 2016, ore 17.50

La previsione presenta ancora uno scarso dettaglio ed andrà quindi approfondita con maggior precisione nei prossimi giorni; tuttavia possiamo affermare già da adesso l'avvento piuttosto probabile di una fase invernale sul Mediterraneo entro la seconda decade di gennaio. La dinamica che stiamo descrivendovi trarrà origine da uno scambio meridiano piuttosto potente che nei prossimi giorni interesserà il nostro emisfero settentrionale. 

Questa nuova elevazione dell'alta pressione in senso meridiano non può essere considerata casuale ma verrà senza dubbio agevolata dalla presenza di un Vortice Polare già indebolito dalla prima, importante onda di calore che all'inizio del mese, interessando le latitudini artiche in corrispondenza della Penisola Scandinava, ha portato un sensibile raffreddamento della temperatura sul nostro continente. In questa sede le temperature si sono portate di diversi gradi sotto lo zero ed anche attualmente registriamo valori di gran gelo nelle zone più interne di Svezia e Finlandia. (sino a -40°C)

È stato questo il primo evento stagionale che ha contribuito a ribaltare un po' le carte in tavola nell'andamento generale della circolazione atmosferica a livello emisferico. Dopo un periodo di grande forza, il Vortice Polare accusa ora segnali di cedimento, riprendono le ondulazioni che consentono alle perturbazioni di entrare nuovamente sul nostro Paese, e così in questi giorni abbiamo un ritorno della NEVE sulle Alpi e sull'Appennino.

Il prossimo step porterà alla risalita di una nuova, forte onda di calore distesa lungo i meridiani dell'oceano Atlantico. Quest'onda di calore riceverà un'importante contributo anche dalle masse subtropicali di origine caraibica e, con tutta probabilità, avrà le carte in regola per portare un'ulteriore, sensibile disturbo nella struttura del Vortice Polare.

In ambito europeo sperimenteremo la formazione di quella che in meteorologia viene definita come "onda di Rossby", cioè la formazione di una vasta figura di bassa pressione direttamente alimentata da aria fredda di origine ARTICA.

Questa massa d'aria verrà pertanto prelevata dal Mare del Nord e dalla Penisola Scandinava, sfruttando le lande già raffreddate dell'Europa centrale, dovrebbe estendersi al Mediterraneo senza troppa difficoltà. Gli esiti sono ancora difficili da stabilire ma generalmente questo tipo di masse d'aria sono frequentemente accompagnate da moti turbolenti dell'atmosfera, ciclogenesi e perturbazioni a carattere freddo con neve a bassa quota, potrebbero a quel punto non essere più una chimera ma rappresentare un'ipotesi reale.


Autore : William Demasi

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