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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abetone(PT) 25 Febbraio 20 - 40 cm Aperti
Airolo 26 Febbraio 10 - 100 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 26 Febbraio 10 - 190 cm Aperti
Alleghe(BL) 26 Febbraio 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 26 Febbraio 60 - 75 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 13 Febbraio 2 - 70 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 26 Febbraio 7 - 43 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 26 Febbraio 10 - 35 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 26 Febbraio 35 - 75 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 11 Febbraio 10 - 70 cm Aperti
Andalo(TN) 13 Febbraio 10 - 65 cm Aperti
Andermatt 26 Febbraio 30 - 215 cm Aperti
Aprica(SO) 24 Febbraio 30 - 130 cm Aperti
Argentera(CN) 21 Febbraio 55 - 200 cm Aperti
Arosa 26 Febbraio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 14 Febbraio 100 - 180 cm Aperti
Asiago(VI) 11 Febbraio 10 - 70 cm Aperti
Ayas(AO) 26 Febbraio 50 - 90 cm Aperti
Badia(BZ) 26 Febbraio 10 - 35 cm Aperti
Bardonecchia(TO) 22 Febbraio 60 - 160 cm Aperti
Barzio(LC) 17 Febbraio 20 - 40 cm Aperti
Bettmeralp 26 Febbraio 44 - 93 cm Aperti
Bolognola(MC) 02 Gennaio n/d Chiusi
Bormio(SO) 24 Febbraio 40 - 100 cm Aperti
Bressanone(BZ) 26 Febbraio 48 - 92 cm Aperti
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METEO LUNGO TERMINE: verso un ritorno dell'anticiclone?

Diamo uno sguardo al tempo previsto nella terza ed ultima decade di febbraio; l'anticiclone ritorna a dettar legge sul tempo atmosferico dell'Europa meridionale?

In primo piano - 12 Febbraio 2016, ore 11.40

SITUAZIONE ATTUALE ED EVOLUZIONE: i frequenti anticicloni che hanno dominato la scena sul bacino del Mediterraneo, lasciano spazio in questi giorni ad un tipo di tempo assai più irrequieto ed instabile, nel quale un abbassamento del Fronte Polare determina una notevole ingerenza delle masse d'aria instabili di origine oceanica. Queste ultime portano frequenti addensamenti anche sul nostro Paese, laddove una ventilazione tesa di tipo occidentale sferza i nostri cieli ormai da diversi giorni. Gli annuvolamenti più intensi finiscono poi con l'accumularsi lungo i versanti tirrenici del nostro Paese, distribuendo precipitazioni frequenti lungo regioni come Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Calabria. Tempo più soleggiato soltanto sulle estreme regioni meridionali e lungo il versante adriatico, laddove frequenti risultano le situazioni tipiche del sottovento appenninico. 

TERZA DECADE DI FEBBRAIO: QUALI PROSPETTIVE? Ebbene le condizioni atmosferiche appena descritte, culmineranno con l'episodio di tempo FORTEMENTE INSTABILE previsto interessare il bacino centrale del Mediterraneo tra domenica 14 e mercoledì 17 febbraio. Superata tale fase la circolazione media a livello emisferico sembra riservare l'ennesimo sussulto di un Vortice Polare ancora discretamente forte persino nel momento fatidico nel quale si compieranno i primissimi passi verso la stagione primaverile. Per la terza ed ultima decade di febbraio sembrano quindi aumentare nuovamente le quotazioni dell'alta pressione a scapito dell'instabilità che abbandonerebbe gradualmente la scena del Mediterraneo. 
 
IL PARERE DEL MODELLO AMERICANO: circa l'evoluzione atmosferica relativa alla terza decade di febbraio, la media Ensemble del modello americano sembra avere pochi dubbi, ponendo risalto ad una vistosa figura di alta pressione collocata proprio sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Ne deriverebbe una situazione di tempo stabile condizionata nuovamente da valori termici molto miti, specie alle quote superiori ma anche sulle pianure e nelle valli lontane dal mare. 

Di parere diverso il run ufficiale del modello americano che pone invece enfasi ad una situazione atmosferica caratterizzata dallo sprofondamento di una depressione verso il continente nord-africano. In questo caso la ventilazione sull'Italia sarebbe di tipo meridionale ed i cieli spesso nuvolosi lungo tutti i settori tirrenici; un po' più di sole soltanto al mezzogiorno dove le temperature risulterebbero peraltro molto miti. 

CONSIDERAZIONI GENERALI: la previsione del modello americano lascia poco spazio al dubbio, l'ultima parte di febbraio 2016 potrebbe nuovamente essere affidata ai capricci dell'anticiclone che determinerebbe una generale battuta d'arresto del periodo instabile molto proficuo per la neve su Alpi ed Appennino in questo periodo dell'anno. Tuttavia non tutti i centri di calcolo propongono un'evoluzione così nefasta come quella ipotizzata quest'oggi dal modello americano. Ancora calma e gesso quindi, la distanza previsionale è notevole, aspettiamo di vedere come si comporteranno le prossime corse dei modelli per smentire o confemare questa evoluzione. 


Autore : William Demasi

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