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Abbadia San Salvatore(SI) 10 Novembre - assente - Chiusi
Abetone(PT) 07 Dicembre - assente - Chiusi
Adelboden 08 Dicembre 0 - 10 cm Aperti
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Alpe Cermis(TN) 07 Dicembre 10 - 20 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 28 Novembre - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 08 Dicembre n/d Aperti
Alta Badia(BZ) 07 Dicembre 0 - 10 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 23 Giugno n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 28 Novembre - assente - Chiusi
Altopiano di Vezzena(TN) 28 Novembre - assente - Chiusi
Andalo(TN) 07 Dicembre 0 - 13 cm Aperti
Andermatt 08 Dicembre 0 - 110 cm Aperti
Aprica(SO) 08 Dicembre 20 - 40 cm Aperti
Arcidosso(GR) 10 Novembre - assente - Chiusi
Argentera(CN) 12 Aprile n/d Chiusi
Arosa 08 Dicembre 10 - 50 cm Aperti
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Asiago(VI) 28 Novembre - assente - Chiusi
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Lungo termine; quali differenze tra modello europeo e modello americano?

Gennaio 2016 sembra voler seguire un percorso differente rispetto ai due mesi che lo hanno preceduto ma persistono ancora delle sostanziali differenze tra quella che è la previsione del modello europeo e quella del modello americano. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

In primo piano - 4 Gennaio 2016, ore 12.15

Uno sconquasso al Vortice Polare finalizzato a destabilizzarne la struttura, un evento di grande gelo che in questi giorni si consuma sulla Russia e sull'Europa orientale; elementi che ben difficilmente fanno presupporre ad un nuovo ricompattamento del vortice sulla falsariga delle settimane precedenti. Ed in effetti sarà proprio così; le vorticità zonali non torneranno più ad essere così chiuse come nelle mensilità di novembre e dicembre, l'alta pressione non avrà più la forza di tornare a conquistare così prepotentemente il suolo europeo, se non limitandosi ad essere una visitatrice temporanea dei settori più meridionali del Mediterraneo. Al suo posto una circolazione piuttosto attiva di venti occidentali che trascineranno diversi corpi nuvolosi a ridosso della nostra penisola. 

La previsione che vi abbiamo appena descritto si riferisce alla prima decade di gennaio, lasso temporale attraverso il quale è possibile già ipotizzare una soluzione previsionale abbastanza sicura, mentre l'evoluzione successiva, riferendoci pertanto alla seconda decade del mese, presenta ancora molta incertezza.

Questa incertezza consiste soprattutto nello stabilire la distribuzione dei nuclei più freddi ed attivi del Vortice Polare all'interno del panorama circolatorio comprensivo dell'Europa e dell'oceano Atlantico; laddove infatti il centro di calcolo americano propende per una maggiore concentrazione di freddo e vorticità sul comparto settentrionale europeo che implicherebbe anche un coinvolgimento di masse d'aria fredde continentali, il modello europeo mette in evidenza esclusivamente un'azione instabile veicolata esclusivamente da masse d'aria di origine artica che andrebbe però riversandosi verso i settori nord-occidentali europei, espondendo il Mediterraneo ancora una volta ai flussi d'aria più mite provenienti dai quadranti meridionali ed occidentali.

Entrambi i modelli vedono una modesta attività d'onda sull'oceano Atlantico ma in rinforzo col passare dei giorni, sfociando in un tentativo di blocking alla circolazione occidentale collocabile attorno la metà del mese. Sono però molto diversi gli effetti che tale blocking porterebbe sul nostro continente; secondo il modello americano questa manovra implicherebbe un nuovo, progressivo raffreddamento dei settori settentrionali ed orientali d'Europa con conseguenze che in ambito italiano sarebbero tutte da valutare, la previsione del modello europeo mette in luce una circolazione che a livello mediterraneo sarebbe ancora di tipo occidentale. Valori termici più miti anche sui settori orientali europei, l'Italia continuerebbe a vivere un periodo senza la minaccia d'avere grandi scossoni termici. 

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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