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Oggi - Ore 15.07 Alla fine su New York sta cadendo una normalissima nevicata, con accumuli che stentano a superare i 15-20cm; un errore abbastanza pesante da parte dei meteorologi americani. Il Metrò è stato riaperto.

Oggi - Ore 15.04 Che colpo d'occhio sul Monte Lussari, nel Tarvisiano! Tanta neve e scenario fiabesco, altri fiocchi attesi da giovedì sera: http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/394/Tarvisio+-+Lussari+1.800m

Oggi - Ore 14.20 Il tempo in sintesi sino a domenica: tempo molto instabile sulle regioni del medio Adriatico e sul meridione, a causa di un'insistente afflusso di correnti fredde da nord-est, che favoriranno l'arrivo di nevicate sino a 400-500m su Marche, Abruzzo ed Appennino meridionale, tempo più clemente sul resto del Paese, dove seguiterà comunque a fare freddo. Tra giovedì e venerdì una debole perturbazione coinvolgerà il settentrione, provocando spruzzate di neve, soprattutto a ridosso dei rilievi e su Triveneto ed Emilia-Romagna. Nel fine settimana tempo molto instabile e soprattutto domenica rischio di un nuovo peggioramento, più intenso al centro-sud con piogge, rovesci e ancora neve in Appennino sino a quote basse. La prossima settimana persistenza del freddo.

Oggi - Ore 13.56 AOSTA: un po' di neve è prevista arrivare tra il pomeriggio e la sera di giovedì 29 gennaio, ma senza grossi accumuli: http://meteolive.leonardo.it/previsione-meteo/italia/Valle+D%27Aosta/Aosta/2/

Oggi - Ore 13.55 BELLUNO: previste NEVICATE tra la notte e la prima mattinata di venerdì 30 con temperature di poco sotto lo zero: http://meteolive.leonardo.it/previsione-meteo/italia/Veneto/Belluno/3/

Oggi - Ore 13.51 PIOGGIA: attenzione al basso Tirreno e al nord della Sicilia nella giornata di venerdì 30 gennaio. Questi gli accumuli previsti: Cosenza 77mm; Salerno 62mm, Napoli 51mm, Vibo Valentia 42mm. Qui tutti i dettagli: http://modeles.meteociel.fr/modeles/navgem/runs/2015012706/navgem-0-108.png?27-11

Oggi - Ore 12.10 Accumuli neve a New York: stamane a Central Park, a Manhattan, si registrano circa 15 centimetri di neve, circa 20 su alcune zone di Long Island. Per ora dunque nulla di eccezionale.

Oggi - Ore 10.43 Flop neve a New York? Nella notte tra lunedì e martedì è certamente caduta MOLTA MENO neve del previsto, per lo meno nella zona di New York, dove le previsioni da domenica erano piuttosto allarmanti. Non è ancora chiaro come evolverà il tempo nelle prossime ore, anche se è prevista nuova neve. Tra le nevicate record a New York si ricorda quella del febbraio 2006, che portò in città quasi 70 centimetri di neve.

Oggi - Ore 10.39 Tormenta di neve in atto ai 2188 del Piccolo San Bernardo, in Val d'Aosta. Nel fine settimana sulla zona sono previsi abbondanti apporti nevosi.

Oggi - Ore 10.35 Si segnalano deboli nevicate in Puglia sopra i 500-600 metri. Rovesci anche temporaleschi tra Calabria e Sicilia.

Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 27 Gennaio 10 - 30 cm Aperti
Abetone(PT) 27 Gennaio 30 - 60 cm Aperti
Adelboden 27 Gennaio 40 - 85 cm Aperti
Airolo 27 Gennaio 50 - 190 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 27 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 27 Gennaio 80 - 290 cm Aperti
Alleghe(BL) 27 Gennaio 20 - 60 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 27 Gennaio 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 23 Gennaio n/d Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 27 Gennaio 2 - 70 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 27 Gennaio 20 - 60 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 27 Gennaio 5 - 70 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 27 Gennaio 0 - 70 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 27 Gennaio 10 - 60 cm Aperti
Andalo(TN) 27 Gennaio 0 - 80 cm Aperti
Andermatt 27 Gennaio 50 - 350 cm Aperti
Aprica(SO) 26 Gennaio 60 - 150 cm Aperti
Arcidosso(GR) 27 Gennaio 10 - 30 cm Aperti
Argentera(CN) 27 Gennaio 20 - 170 cm Aperti
Arosa 27 Gennaio 50 - 80 cm Aperti
Artesina(CN) 26 Gennaio 40 - 70 cm Aperti
Asiago(VI) 27 Gennaio 0 - 70 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 27 Gennaio 30 - 70 cm Aperti
Avoriaz 27 Gennaio 110 - 160 cm Aperti
Ayas(AO) 26 Gennaio 25 - 65 cm Aperti
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Le SPIAGGE BIANCHE di Rosignano Solvay: i Caraibi in Toscana ma tra polemiche e...veleni

Un angolo caraibico "creato" dall'uomo.

In primo piano - 8 Agosto 2007, ore 10.27

Quando ho visto per la prima volta le spiegge di Rosignano nei pressi di Vada nel Livornese, ho veramente pensato di essere ai Caraibi: sabbia bianchissima, mare blu, limpidissimo. Rispetto alle spiagge di Cecina un vero abisso, un altro mondo. Il divieto di balneazione io non l'ho visto, mancano certo gli stabilimenti balneari, che sono però presenti già ai limiti delle spiagge bianche; il tratto di costa caraibico è sufficientemente vasto da non creare problemi di sovraffollamento, un'impressione che invece avevo avuto a Stintino in Sardegna. Lì però il mare blu e la sabbia dorata sono naturali, qui invece è entrata in azione la Solvay a ricreare questo mondo, diciamolo pure, surreale. Sul muro di un ristorante abbandonato campeggia la scritta inquietante: Solvay, comune, assassini. I camperisti sembrano ignorarla e prendono d'assalto tutta la zona in ogni week-end dalla primavera ad ottobre. Dietro la spiaggia infatti c'è una pineta fantastica con un profumo inebriante e rilassante che invita ad un tranquillo e allegro picnic. "Suvvia, che sarà mai un bagno nel bicarbonato di sodio", dice un signore di mezza età "è purificante, disinfetta". "Guarda che c'è il mercurio" dice un altro "vedi un po' se ci trovi qualche pesce, perchè io non ne ho mai visti e sono anni che ci vengo". Quando sono entrato in acqua per la verità io qualche pesce l'ho visto e pure un grosso granchio. Mi è piaciuto, mi ha fatto sognare, quasi meglio dei Caraibi, anche se dietro la spiaggia svettava la sagoma inconfondibile e sinistra della Solvay con i suoi fumi. Farà veramente male questo carbonato di calcio e il mercurio? Vediamo di capirci qualcosa di più allora... Lo stabilimento Solvay è sorto a Rosignano nel 1941. Si tratta di una multinazionale belga che estrae salgemma dai giacimenti di Volterra e della Val di Cecina. Produce sale, cloro, e derivati. Il Fosso Bianco, rivo artificiale, trasporta fin qui i prodotti della Solvay. Il CNR di Livorno sul tratto di mare prospiciente ha trovato mercurio nelle sabbie carbonatiche. Le schiume e gli scarichi di materiali calcarei non sono che gli aspetti più appariscenti degli scarichi a mare. Il mercurio, è ancora quasi tutto nei sedimenti marini, e ritorna in circolo con le mareggiate, i pesci e il calore solare. La questione mercurio è l’esempio migliore della subalternità delle istituzioni alla Solvay. La Commissione europea prevede la chiusura degli impianti cloro-soda con celle a mercurio in Europa entro il 2010. Ci sono poi gli sprechi enormi, inaccettabili, di salgemma e d’acqua. La Solvay preleva l’acqua daI Fiumi Cecina e Fine, con gravi conseguenze sulla riserva idrica della zona, che si vede costretta a razionare l’acqua. Preleva infatti circa 41 milioni di metri cubi l’anno, pari alla quantità utilizzata da tutta la provincia di Livorno (turisti compresi). La riduzione degli scarichi a mare porterà, nel lungo periodo, alla scomparsa delle spiagge bianche Il gruppo Solvay è uno dei primi dieci gruppi chimici del mondo, con circa 33.000 dipendenti distribuiti in 42 paesi. I suoi prodotti di punta sono il carbonato di sodio (soda), il cloro, l’idrato di sodio (soda caustica), il PVC e il polietilene. Con il recente acquisto di Ausimont (con annesse miniere in Namibia), Solvay diviene il primo produttore mondiale di derivati del fluoro. Un settore secondario è quello dei prodotti farmaceutici. La soda che Solvay produce in Europa per ragioni di sinergie economiche e produttive, esiste tal quale in natura, tanto che la stessa Solvay la estrae e la commercializza in America. Solvay è presente in Italia con 11 stabilimenti, più la sede direzionale a Milano per complessivi 2.182 dipendenti. Negli anni sessanta furono costruiti gli impianti clorometani, poliolefine, perossidati, craking e ampliato il VCM. L’impianto di clorometani a causa delle restrizioni sulle sostanze dannose per la fascia di ozono ha ridotto la produzione di molti composti (cloruro metile, cloruro di metilene, cloroformio, ecc.) ed aumentato quella di acido cloridrico (45.000ton/anno). L’ipoclorito di sodio è prodotto in 75.000ton/anno. Nel 1978 furono chiusi il vecchio ed inquinante impianto VCM e l’altrettanto inquinante craking per la produzione di etilene. Da allora l’etilene arriva via mare, tramite un pontile di 1,8km, e stoccato in area archeologica costiera. Nel 1988 la popolazione con un referendum dall’esito clamoroso respinse il progetto Solvay di un nuovo mega-impianto VCM-PVC, nonostante esso godesse dell’appoggio di quasi tutti i partiti, sindacati e istituzioni. Nel 1997 Solvay ha attivato a Rosignano una centrale elettrica turbogas da 350 Megawatt (circa 1/6 dei consumi toscani) e nel novembre 2001 ha presentato un progetto per una seconda centrale da 400 Megawatt, non necessaria allo stabilimento e non prevista dal Piano Energetico Regionale. La Solvay di Rosignano è classificata ad "alto rischio d'incidente rilevante" ai sensi del DPR 175/88 e come tale soggetta a procedura particolare (notifiche, piano di protezione civile, ecc.). Tale procedura, durata ben 11 anni, ha messo sotto osservazione gli impianti Cloro, Etilene e Acqua Ossigenata e alla sua conclusione è stato dichiarato ad alto rischio solo l’impianto Cloro. Solvay S.A. è presente nelle province di Pisa e Livorno, Toscana Centro Occidentale, dal 1917, attualmente mantiene un grosso stabilimento industriale presso Rosignano Solvay, cittadina della costa in Provincia di Livorno, ed è titolare di concessioni per lo sfruttamento minerario dei giacimenti di salgemma nelle aree dell’entroterra denominate Buriano, Casanova e Ponteginori (quest’ultima ormai esaurita). La salamoia estratta viene inviata allo stabilimento di Rosignano attraverso una tubazione lunga circa 35 Km. La realtà produttiva di Rosignano, grazie al salgemma del Volterrano e al calcare delle cave di S. Carlo, realizza una serie di composti, carbonato e bicarbonato di sodio, cloro e cloroderivati. Come accade per molte altre grandi realtà industriali le ricadute occupazionali subiscono da molti anni una fortissima erosione, i dipendenti Solvay a Rosignano sono passati dai 3.200 del 1978 ad 800 attuali. La disSoluzione delle lenti e dei banchi di salgemma determina la formazione di cavità di grandi dimensioni nel sottosuolo che sotto il peso dei terreni soprastanti vengono a richiudersi per schiacciamento e per crolli, in tempi più o meno lunghi. In superficie questo fenomeno si traduce in subsidenze (abbassamenti del terreno) di entità variabili. Le subsidenze possono indurre avvallamenti, fenomeni franosi e, nelle vicinanze dei pozzi di estrazione, vere e proprie voragini (camini di collasso) che spesso hanno determinato la formazione di laghi salati. Le quantità di risorse, salgemma e acqua dolce, estratte da Solvay e utilizzate per l’industria di Rosignano sono andate crescendo nel tempo a ritmi vertiginosi: il salgemma è passato dalle 36.000ton del 1915, alle 569.000ton del 1950, fino ad 1.928.100ton nel 1997. Vi sono molti composti del cloro che finiscono nelle acque e nell’aria di Rosignano. Il cloruro di metile non è neppure citato nell’autorizzazione del 21/1/2000 della Provincia di Livorno sugli scarichi a mare, così come per il cloruro di metilene. La stessa autorizzazione fissa per il cloroformio il limite di 285kg/anno, mentre per il tetracloruro di carbonio consente di raggiungere la quota di 380kg/anno. Il contatto con le sostanze tossiche emesse o trattate dallo stabilimento (cloroformio, tetracloruro di carbonio, acqua ossigenata, percloroetilene, mercurio, nikel, ecc.) ha favorito al diffusione di patologie nella popolazione e nei lavoratori. Un dato appare particolarmente preoccupante, dei 43 decessi avvenuti tra i lavoratori ex-esposti a CVM, 21 sono avvenuti per tumori maligni, per una percentuale del 49%. Il mercurio è presente negli impianti Solvay di Rosignano come componente della Vecchia tecnologia dell’elettrolisi con celle a mercurio per la produzione di cloro. La Commissione europea (OSPAR) per la protezione del nord-est Atlantico ha indicato il termine del 2010 affinché venga definitivamente abbandonata. Esiste l’alternativa collaudata delle celle a membrana, il cui impatto ambientale è incomparabilmente inferiore, ma a Rosignano non riesce a fare breccia. Il mercurio si accumula nella catena alimentare ed arriva all’uomo prevalentemente sotto forma di metilmercurio; gli organi bersaglio sono il rene ed il sistema nervoso centrale, ma colpisce anche altri organi. Le intossicazioni acute da mercurio possono provocare lesioni polmonari, nefrite, stomatite ulcerosa, ecc. L’intossicazione cronica può portare ad alterazioni della personalità, irritabilità, Insonnia, tremore, ansietà, alterazione della PAROLA. Nelle donne in gravidanza può generare alterazioni del feto che si traducono in figli affetti da una malattia simile alla paralisi cerebrale, compromissioni uditive e visive e aberrazioni cromosomiche. I dati ufficiali riportano che a Rosignano dal 1939 fino a poco prima dell’entrata in vigore della legge Merli (1976) siano state scaricate a mare 14 tonnellate all’anno di mercurio. L’attuale autorizzazione consente di scaricarne 600kg all’anno fino al 2003 compreso. Ricercatori del CNR di Pisa hanno approssimativamente calcolato che sul fondo del mare lungo questo tratto di costa vi siano accumulate circa 337 tonnellate di mercurio. Un problema di basso impatto sanitario ma rilevante dal punto di vista ambientale è quello dello scarico a mare delle particelle solide sospese. Sia la sodiera che l’impianto cloro-soda caustica determinano come prodotto di scarto grandi quantità di carbonato di calcio (e in misura minore gessi) che vengono inviati al mare tramite un canale di scarico. Il rilascio di enormi quantità di sospensioni ha "sterilizzato" alcuni chilometri di costa, dove la vegetazione marina, la fauna bentonica e pelagica sono scomparse. Le concentrazioni dei solidi sospesi eccedono di molto i parametri previsti dalla legge fin dalla emanazione della L. 319/’76. Il rischio ambientale appare, quindi, nel complesso elevato, nonostante le autorità sanitarie e della protezione ambientale della zona tendano a minimizzare: i tecnici ARPAT hanno archiviato molte morie di pesci avvenute in questo tratto di mare con la formula di "morti per cause naturali". L'articolo è stato redatto grazie al materiale presente in internet sul sito www.lomb.it e ad altre ricerche condotte dalla redazione e personalmente da Alessio Grosso.

Autore : Report di Alessio Grosso

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