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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 16 Gennaio 10 - 15 cm Aperti
Abetone(PT) 16 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Adelboden 16 Gennaio 36 - 60 cm Aperti
Airolo 16 Gennaio 10 - 40 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 12 Gennaio 5 - 10 cm Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 16 Gennaio 15 - 180 cm Aperti
Alleghe(BL) 16 Gennaio 2 - 45 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 12 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 12 Gennaio 10 - 20 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 16 Gennaio 1 - 4 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 16 Gennaio 20 - 10 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 16 Gennaio 25 - 50 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 15 Gennaio 5 - 40 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 16 Gennaio 30 - 40 cm Aperti
Andalo(TN) 16 Gennaio 5 - 20 cm Aperti
Andermatt 16 Gennaio 40 - 135 cm Aperti
Aprica(SO) 16 Gennaio 25 - 45 cm Aperti
Arcidosso(GR) 16 Gennaio 10 - 15 cm Aperti
Argentera(CN) 16 Gennaio 35 - 120 cm Aperti
Arosa 16 Gennaio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 16 Gennaio 50 - 90 cm Aperti
Asiago(VI) 15 Gennaio 5 - 40 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 13 Gennaio 10 - 15 cm Aperti
Avoriaz 16 Gennaio 60 - 70 cm Aperti
Ayas(AO) 16 Gennaio 35 - 80 cm Aperti
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L'Italia rimane sotto tiro dell'aria fredda ed instabile di provenienza orientale

Un'importante figura di bassa pressione ricolma d'aria gelida a tutte le quote, continuerà ad influenzare marginalmente il nostro Paese attraverso una persistenza della ventilazione orientale. Fenomeni di instabilità sparsi saranno concentrati soprattutto al centro ed al sud. Incertezza a lungo termine.

In primo piano - 18 Gennaio 2016, ore 17.20

Cominciamo questo articolo comunicandovi una notizia non troppo felice per chi aspettava il ritorno di qualche fiocco di neve sulle regioni settentrionali; ormai i modelli di previsione hanno identificato correttamente il percorso intrapreso dalla circolazione di bassa pressione in arrivo dall'oceano Atlantico, lasciando poco spazio al dubbio. Una piccola depressione da contrasto si forma in queste ore sui settori meridionali francesi, approdando sul Mediterraneo, laddove ci attendiamo un cambiamento delle condizioni atmosferiche con pioggia e neve a bassa quota su Sardegna e sulle regioni centrali italiane, coinvolto anche parte del Mezzogiorno. Atteso ancora una volta il salto delle regioni settentrionali che sperimenteranno nulla più di un aumento della nuvolosità senza alcuna precipitazione significativa in arrivo. 

L'evoluzione per i giorni successivi (terza decade di gennaio) tornerà a proporre un rinforzo dell'attività ciclonica sull'oceano Atlantico settentrionale, secondo uno schema già in parte collaudato nelle mensilità precedenti. Una fitta rete di correnti sud-occidentali coinvolgerà quindi le elevate latitudini dell'oceano, trascinando con sè masse d'aria di origine subtropicale oceanica a ridosso dell'Europa occidentale. Andrà pertanto costituendosi una figura abbastanza importante di alta pressione che riuscirà a spingersi sino a ridosso dell'Italia, senza tuttavia coinvogerci del tutto. 

Sull'est Europa e la Penisola Scandinava resiste infatti una vasta circolazione d'aria gelida che saprà opporre una certa resistenza al pressing esercitato dalle correnti occidentali oceaniche. Parte di questo calore verrà anzi dirottato verso le latitudini elevate settentrionali, in tal modo sarà ben difficile da parte dell'atmosfera CHIUDERE la falla del freddo (intenso) tuttora presente sull'est Europa, che anzi potrebbe consolidarsi ulteriormente nei giorni a venire. Parte di questo freddo troverà sfogo sul bacino del Mediterraneo, interessando anche il nostro Paese con una ventilazione persistente di tipo orientale (Tramontana - Grecale) che ci interesserà per gran parte della settimana. Fenomeni residui di instabilità concentrati al centro ed al sud (versanti adriatici) mentre altrove i velori termici saranno un po' meno freddi e le condizioni atmosferiche generalmente buone.

Volgendo lo sguardo alle lunghe distanze previsionali, sarà da monitorare con attenzione la vistosa azione di disturbo a carico del Vortice Polare, innescata proprio dalle elevate vorticità che ancora persisteranno sull'oceano Atlantico. Un rinforzo dei flussi di calore verso la regione polare, così come viene attualmente evidenziato da alcuni centri di calcolo potrebbe aprire un altro capitolo di questo inverno già con la fine del mese di gennaio. 


Autore : William Demasi

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