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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Abetone(PT) 25 Marzo 20 - 50 cm Aperti
Adelboden 26 Marzo 0 - 100 cm Aperti
Airolo 26 Marzo 0 - 160 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 23 Marzo 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 24 Marzo 20 - 220 cm Aperti
Alleghe(BL) 26 Marzo 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 23 Marzo 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 23 Marzo 10 - 50 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 26 Marzo 5 - 40 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 24 Marzo 5 - 30 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 26 Marzo 20 - 60 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 23 Marzo 30 - 50 cm Aperti
Andalo(TN) 24 Marzo 5 - 90 cm Aperti
Andermatt 26 Marzo 10 - 400 cm Aperti
Aprica(SO) 25 Marzo 30 - 120 cm Aperti
Arcidosso(GR) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Argentera(CN) 25 Marzo 35 - 160 cm Aperti
Arosa 26 Marzo 80 - 150 cm Aperti
Artesina(CN) 24 Marzo 30 - 90 cm Aperti
Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 21 Marzo 20 - 0 cm Chiusi
Avoriaz 26 Marzo 70 - 160 cm Aperti
Ayas(AO) 24 Marzo - assente - Chiusi
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L'Italia rimane sotto tiro dell'aria fredda ed instabile di provenienza orientale

Un'importante figura di bassa pressione ricolma d'aria gelida a tutte le quote, continuerà ad influenzare marginalmente il nostro Paese attraverso una persistenza della ventilazione orientale. Fenomeni di instabilità sparsi saranno concentrati soprattutto al centro ed al sud. Incertezza a lungo termine.

In primo piano - 18 Gennaio 2016, ore 17.20

Cominciamo questo articolo comunicandovi una notizia non troppo felice per chi aspettava il ritorno di qualche fiocco di neve sulle regioni settentrionali; ormai i modelli di previsione hanno identificato correttamente il percorso intrapreso dalla circolazione di bassa pressione in arrivo dall'oceano Atlantico, lasciando poco spazio al dubbio. Una piccola depressione da contrasto si forma in queste ore sui settori meridionali francesi, approdando sul Mediterraneo, laddove ci attendiamo un cambiamento delle condizioni atmosferiche con pioggia e neve a bassa quota su Sardegna e sulle regioni centrali italiane, coinvolto anche parte del Mezzogiorno. Atteso ancora una volta il salto delle regioni settentrionali che sperimenteranno nulla più di un aumento della nuvolosità senza alcuna precipitazione significativa in arrivo. 

L'evoluzione per i giorni successivi (terza decade di gennaio) tornerà a proporre un rinforzo dell'attività ciclonica sull'oceano Atlantico settentrionale, secondo uno schema già in parte collaudato nelle mensilità precedenti. Una fitta rete di correnti sud-occidentali coinvolgerà quindi le elevate latitudini dell'oceano, trascinando con sè masse d'aria di origine subtropicale oceanica a ridosso dell'Europa occidentale. Andrà pertanto costituendosi una figura abbastanza importante di alta pressione che riuscirà a spingersi sino a ridosso dell'Italia, senza tuttavia coinvogerci del tutto. 

Sull'est Europa e la Penisola Scandinava resiste infatti una vasta circolazione d'aria gelida che saprà opporre una certa resistenza al pressing esercitato dalle correnti occidentali oceaniche. Parte di questo calore verrà anzi dirottato verso le latitudini elevate settentrionali, in tal modo sarà ben difficile da parte dell'atmosfera CHIUDERE la falla del freddo (intenso) tuttora presente sull'est Europa, che anzi potrebbe consolidarsi ulteriormente nei giorni a venire. Parte di questo freddo troverà sfogo sul bacino del Mediterraneo, interessando anche il nostro Paese con una ventilazione persistente di tipo orientale (Tramontana - Grecale) che ci interesserà per gran parte della settimana. Fenomeni residui di instabilità concentrati al centro ed al sud (versanti adriatici) mentre altrove i velori termici saranno un po' meno freddi e le condizioni atmosferiche generalmente buone.

Volgendo lo sguardo alle lunghe distanze previsionali, sarà da monitorare con attenzione la vistosa azione di disturbo a carico del Vortice Polare, innescata proprio dalle elevate vorticità che ancora persisteranno sull'oceano Atlantico. Un rinforzo dei flussi di calore verso la regione polare, così come viene attualmente evidenziato da alcuni centri di calcolo potrebbe aprire un altro capitolo di questo inverno già con la fine del mese di gennaio. 


Autore : William Demasi

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