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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 10 Novembre - assente - Chiusi
Abetone(PT) 02 Dicembre - assente - Chiusi
Adelboden 04 Dicembre 0 - 10 cm Aperti
Airolo 21 Novembre - assente - Chiusi
Ala di Stura(TO) 28 Novembre - assente - Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 04 Dicembre 0 - 220 cm Aperti
Alleghe(BL) 04 Dicembre 0 - 20 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 02 Dicembre 10 - 20 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 28 Novembre - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 04 Dicembre - assente - Chiusi
Alta Badia(BZ) 02 Dicembre 10 - 10 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 23 Giugno n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 28 Novembre - assente - Chiusi
Altopiano di Vezzena(TN) 28 Novembre - assente - Chiusi
Andalo(TN) 02 Dicembre 0 - 10 cm Aperti
Andermatt 04 Dicembre 0 - 115 cm Aperti
Aprica(SO) 04 Dicembre 0 - 40 cm Aperti
Arcidosso(GR) 10 Novembre - assente - Chiusi
Argentera(CN) 12 Aprile n/d Chiusi
Arosa 04 Dicembre 10 - 50 cm Aperti
Artesina(CN) 02 Dicembre - assente - Chiusi
Asiago(VI) 28 Novembre - assente - Chiusi
Auronzo di Cadore(BL) 28 Novembre - assente - Chiusi
Avoriaz 02 Dicembre 30 - 40 cm Chiusi
Ayas(AO) 02 Dicembre 0 - 20 cm Chiusi
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IMPERDIBILE! L'eccezionale stagione nevosa 2013-2014 sulle Alpi: seconda parte

Continuano i resoconti regionali delle grandi nevicate della stagione 2013-2014.

In primo piano - 1 Dicembre 2016, ore 11.27

ALTO ADIGE
In Alto Adige l’inverno 2013-2014 passerà alla storia meteorologica come uno degli
inverni più piovosi e ricchi di nevicate
. In alcune zone dell’Alto Adige ha infatti addirittura
superato l’inverno da record del 1950/51.
In Val d’Adige, Bassa Atesina, Val d’Isarco, Val Gardena, Val Badia e in parte
della Val Venosta non erano state misurate quantità di precipitazione così alte da
quando all’inizio del 20° secolo ebbero inizio le misurazioni.

A Bolzano, capoluogo provinciale, i 381 mm misurati sono un valore cinque volte superiore al normale.
Anche in altre parti della provincia è piovuto o nevicato da tre fino a quattro volte di più della media del lungo periodo.
Responsabile di ciò è stata una situazione sinottica eccezionalmente stabile.
La zona alpina è stata sotto l’influsso, quasi permanente, di correnti meridionali
che hanno portato il verificarsi di condizioni estremamente diverse sulle due parti dell’arco alpino.

Mentre sul versante nord alpino si registravano condizioni relativamente asciutte, sull’Alto Adige si susseguivano una dozzina di perturbazioni originate da
depressioni sul mar Mediterraneo.

Proprio per il flusso di correnti meridionali, nella zona nordoccidentale della provincia, quindi la zona di Resia, si sono registrati gli apporti minori di precipitazione
con circa 100 mm.

In questa zona, nell’inverno 2011/2012 con frequenti episodi di stau da nord, le precipitazioni sono state il doppio.

Sui monti si sono raggiunti spessori di neve estremi. Per l’Alto Adige il record
di neve è stato raggiunto dalle stazioni di Ladurns (Val di Fleres – Brennero) e
Fontana Bianca (Val d’Ultimo
) dove solo la neve caduta nel periodo
dell’inverno meteorologico (da dicembre a febbraio) porta a una sommatoria di circa
6,5 m.
Contando la neve caduta anche nei mesi di ottobre, novembre, marzo e
aprile si superano gli 8 metri di neve fresca.
Altezze di neve al suolo ancora mai registrate negli ultimi 35 anni si sono avute anche in molte altre località.

Le temperature sono state di 1.5 °C fino a 2 °C superiori alla media del lungo periodo
cosicché, tale inverno si ricorderà anche come uno dei più caldi.
Mentre nelle precipitazioni, ogni anno si distingue dagli altri per grosse differenze,
nelle temperature il trend è verso inverni sempre più miti. Tutti tre i mesi invernali
sono stati più miti della media, con completa assenza di lunghe ondate fredde.
Pochissime erano anche le notti di gelo.

Per la frequente copertura nuvolosa in Valle dell’Adige si sono registrate la metà
delle notti con temperature negative rispetto ad un inverno medio. Anche questo
è un nuovo record da quando sono iniziate le osservazioni meteorologiche
.

NEVE ROSSA
Un altro evento che chiunque sia andato in montagna dopo il 19 febbraio ha potuto
notare, è la sabbia del deserto depositata sulla superfice del manto nevoso.
Da quella data in poi, la neve al suolo ha assunto un colore ambrato rossastro,
tipico della sabbia che con la forte perturbazione di quelle giornate è stata sospinta fino sulle Alpi e vi si è depositata precipitando con una copiosa nevicata.
Questo strato colorato ha caratterizzato non solo il colore del paesaggio innevato, ma anche la stabilità del manto nevoso.

Grazie, infatti, ad una minor capacità riflettiva della neve, il manto ha assorbito maggiormente l’energia solare.
Rapidamente si è formata una crosta da fusione e rigelo con, a seconda della
quota ed esposizione, varie tipologie di cristalli sfaccettati sopra e sotto la crosta
stessa. Su questo strato limite potenzialmente fragile, si sono poi staccate
moltissime valanghe, generalmente tutte piccole o medie, di superficie e spesso già durante le nevicate.

Questo ha favorito dunque degli eventi sempre concentrati durante le precipitazioni o nell’immediate ore successive, generalmente di dimensioni
ridotte e superficiali.

LOMBARDIA
La stagione invernale 2013-2014 si può ormai archiviare, per quanto concerne i
rilievi lombardi, come un “grande inverno”
per i cumuli di neve fresca raggiunti, variabili da 700 a oltre 1300 cm, intorno
ai 2000 m di quota
, sebbene la costituzione di un manto nevoso permanente al
suolo sia stata piuttosto tardiva in quanto le precipitazioni nevose autunnali hanno
interessato soprattutto le quote oltre il limite del bosco e sui versanti esposti a
meridione spesso hanno subito una repentina ablazione fino a quote elevate.
Dalle feste natalizie, invece, si susseguono numerosi eventi, a tratti molto
perturbati, che caratterizzano in modo particolare i mesi di gennaio (ove si registrano
ben 18 giorni con nevicate) e febbraio (da 19 a localmente 23 giorni
con neve fresca).
Nevicate abbondanti, spesso oltre i 50cm nelle 24 ore (in particolare sulla fascia
orobico-prealpina), con quote limite significative comprese fra 800-1200 m di
quota, hanno contribuito alla costituzione di un manto nevoso di notevole spessore
al suolo che ha raggiunto i picchi massimi stagionali con valori che, tra 2000 e 2400 metri di quota, sono variati da 300 a oltre 400 cm (ad esclusione del settore
Ortles-Cevedale e zona dell’Adamello)

Il mancato rigelo del terreno, temperature molto spesso e per periodi prolungati ben al di sopra delle medie stagionali, scarso irraggiamento notturno e precipitazioni miste acqua e neve, sin dal primo evento di fine dicembre hanno innescato forti fenomeni di neviflusso a livello del suolo (in particolare su ripidi pendii erbosi) che sono perdurati per gran parte della stagione rendendo difficile la valutazione, a livello previsionale e di monitoraggio locale, del collasso delle masse nevose in continuo movimento e sollecitate da persistenti nuovi apporti nevosi incombenti sulle principali infrastrutture (strade, abitazioni, impianti).

PIEMONTE
L’inverno 2013-2014 è stato caratterizzato da una circolazione prevalente mite ed
umida di matrice atlantica che ha causato sul Piemonte frequenti fenomeni precipitativi
e temperature superiori alla media stagionale
. Si tratta della quarta stagione
più piovosa degli ultimi 57 anni e si è posizionata al quarto posto nella distribuzione
storica delle temperature invernali più elevate, con un’anomalia positiva di
1.7 °C nei confronti del periodo di riferimento 1971-2000.
Lo spessore del manto nevoso ha superato abbondantemente la media degli ultimi
10 anni, soprattutto nei mesi di febbraio e di marzo. Anche il valore di neve fresca
cumulata ha fatto registrare, già nei mesi di febbraio e marzo, valori tipici di fine
stagione.
Natale 2013
Dal pomeriggio del 24 dicembre al mattino
del 26 dicembre la regione è stata interessata da un’intensa perturbazione
di origine nordatlantica con abbondanti precipitazioni
.

Complessivamente gli apporti nevosi a 2000m di quota hanno raggiunto i 120-
150 cm su A. Lepontine e A. Pennine, 20- 45 cm su A. Graie, 30-50 cm su A. Cozie
Nord, con valori superiori nella zona di Bardonecchia, 30-60 cm su A. Cozie Sud,
con picchi locali fino a 70-95 cm nelle zone di Acceglio e Castelmagno, 50-100
cm su A. Marittime e A. Liguri.
La quota neve si è attestata sui 900-1000 m nei settori settentrionali della regione,
sui 1000-1100 m in quelli occidentali e variabile tra i 1700-1800 m, ma in successivo
abbassamento, fino a 1000 m, nei settori meridionali
. Le precipitazioni
sono state associate a venti meridionali, in generale moderati o forti in quota, che
a fine nevicate si sono orientati dai quadranti settentrionali.

Per l'analisi della Valle d'Aosta consulta il sito dell'Aineva: www.aineva.it 

Quji trovi il link alla prima parte della sintesi:
 http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/l-eccezionale-stagione-nevosa-2013-2014-prima-parte/47738/


Autore : A cura dell'Aineva (www.aineva.it), breve sintesi di Alessio Grosso

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