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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abetone(PT) 25 Febbraio 20 - 40 cm Aperti
Airolo 26 Febbraio 10 - 100 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 26 Febbraio 10 - 190 cm Aperti
Alleghe(BL) 26 Febbraio 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 26 Febbraio 60 - 75 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 13 Febbraio 2 - 70 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 26 Febbraio 7 - 43 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 26 Febbraio 10 - 35 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 26 Febbraio 35 - 75 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 11 Febbraio 10 - 70 cm Aperti
Andalo(TN) 13 Febbraio 10 - 65 cm Aperti
Andermatt 26 Febbraio 30 - 215 cm Aperti
Aprica(SO) 24 Febbraio 30 - 130 cm Aperti
Argentera(CN) 21 Febbraio 55 - 200 cm Aperti
Arosa 26 Febbraio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 14 Febbraio 100 - 180 cm Aperti
Asiago(VI) 11 Febbraio 10 - 70 cm Aperti
Ayas(AO) 26 Febbraio 50 - 90 cm Aperti
Badia(BZ) 26 Febbraio 10 - 35 cm Aperti
Bardonecchia(TO) 22 Febbraio 60 - 160 cm Aperti
Barzio(LC) 17 Febbraio 20 - 40 cm Aperti
Bettmeralp 26 Febbraio 44 - 93 cm Aperti
Bolognola(MC) 02 Gennaio n/d Chiusi
Bormio(SO) 24 Febbraio 40 - 100 cm Aperti
Bressanone(BZ) 26 Febbraio 48 - 92 cm Aperti
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DETROIT prova ad uscire dalla "glaciazione" che l'avvolge ad ogni inverno...

Atmosfera post apocalittica in città: una crisi cominciata negli anni 60. Sono 80.000 le case abbandonate e chi resta soffre il freddo d'inverno perchè manca la luce elettrica. Dal 2014 la situazione è in lento miglioramento ma segnatamente nelle zone più centrali.

In primo piano - 25 Febbraio 2016, ore 11.00

Immaginiamo sappiate del fallimento di Detroit, dichiarato ufficialmente nel luglio del 2013; la buona notizia e che dal dicembre 2014 è finalmente uscita dall'amministrazione controllata.

Il centro cittadino sta vivendo un rilancio: malgrado i tagli ai servizi pubblici e finanziari, si è costruita la sede della Compuware, sono stati aperti tre casinò, si è rinnovato il complesso Renaissance Center, sede mondiale della General Motors, ma nei sobborghi restano quasi 60.000 case abbandonate, tale da ribattezzare la città "zombieland".

La ex capitale mondiale dell'auto è sempre ridotta male in periferia ed è molto pericolosa: passeggiando per le sue vie sembra di rileggere "the road" o di rivedere la sua trasposizione cinematografica, di cui peraltro abbiamo parlato qui:
http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/the-road-la-strada-scenari-post-apocalittici-sconvolgenti/47210/

Nei sobborghi, in mezzo alle macerie,
a carcasse di auto, agli scheletri di case abbandonate che d'inverno si trasformano in statue di ghiaccio, bande rivali si fronteggiano nel più totale disinteresse delle forze dell'ordine. Rispetto agli ultimi anni la situazione è solo leggermente migliorata, ma una città che nel 1950 poteva contare due milioni di abitanti ora è scesa a 700.000.

Un terzo della città dunque giace nell'abbandono e fa impressione come Prypiat. L'energia elettrica illumina solo il 55% degli edifici e delle strade.
Chi è rimasto e non riesce a trovare lavoro è disposto a cedere la sua casa anche a 300-500 dollari pur di racimolare qualche soldo per sopravvivere e scappare altrove.

E' vero, da quando è arrivato il magnate Dan Gilbert con i suoi investimenti, ben 7.500 persone hanno trovato lavoro e il centro città è tornato a respirare, ma la situazione è ancora molto grave ed esprime una gravissima difficoltà di integrazione tra bianchi e neri.

I tumulti del 1967 ne sono la chiara testimonianza, ma sono successivi alla prima fase della crisi, avvenuta quando l’industria dell’automobile si è spostata lontano dalla città. I bianchi (ricchi) oltretutto negli anni 50 e 60 si sono trasferiti nell’hinterland e così Detroit città ha perso gran parte dei proventi delle tasse, che derivavano dai proventi sulle proprietà immobiliari e sulle vendite: ecco allora i tagli sui servizi da cui è partita la crisi. Quando poi i neri sono diventati classe media e si sono spostati anche loro nell’hinterland i bianchi si sono trasferiti in altri sobborghi ancora più lontani dal centro. 

Inoltre Reagan ha tagliato i fondi per le metropoli dal 12 al 3%. I dipendenti pubblici però non sono stati licenziati e la crisi così si è aggravata.

Oggi, chi ha avuto il coraggio di rimanere a vivere nei sobborghi deve fare i conti con la delinquenza ma anche con trasporti inesistenti, mancanza assoluta di negozi tranne quelli che vendono liquori, il freddo e la neve dell'inverno: i riscaldamenti senza elettricità non vanno e nelle case si brucia di tutto con rischio di provocare gravi incendi.
Avventurarsi in queste zone subito dopo una bufera di neve invernale fa davvero pensare che il mondo stia vivendo una glaciazione e che l'umanità sia sull'orlo di scomparire. 

Sarà questa la sorte anche di altre città americane ed europee nell'arco dei prossimi 30 anni?

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Autore : Alessio Grosso

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