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BREZZA di MARE e TEMPORALI: due elementi della nostra ESTATE

Anche le brezze marine possono avere un ruolo importante per la genesi dei temporali nell’entroterra. Scopriamo in che modo.

In primo piano - 6 Luglio 2016, ore 11.25

Con il termine "brezza" si intende un vento debole, piacevole, assolutamente non fastidioso e che si riconduce alle calde giornate estive lungo i nostri litorali. Basti pensare che in occasioni di ondate di caldo notevoli, la temperatura massima delle zone costiere può essere più bassa anche di 8°-9° rispetto a quella che si registra nelle zone di pianura lontane dal mare.

In meteorologia questo termine non sottintende solo un vento lieve e piacevole, ma identifica anche una corrente d’aria che si attiva periodicamente per motivi termici e che non ha nulla a che vedere con il flusso principale delle correnti in quota.

Se una brezza nel pomeriggio spira da ovest ( come nel caso delle coste laziali) non vuol dire che siamo interessati da un flusso di correnti occidentali, ma solamente che il divario di temperatura mare-terra è ripartito in modo da avere più fresco a ponente ( dove è presente il mare) e più caldo a levante (sulla terraferma).

La loro intensità è variabile. Le brezze termiche non sono sempre deboli e piacevoli, ma possono assumere anche carattere di “vento” vero e proprio, talvolta anche con raffiche intense. Naturalmente maggiore sarà la differenza tra la temperatura del mare con la terraferma, maggiore sarà l’intensità della brezza che ne scaturirà.

Nei mesi di giugno e luglio, quando il mare risulta ancora relativamente freddo, le brezze di mare possono propagarsi fino a 40km nelle zone interne. Quando la brezza penetra nell’entroterra, solitamente, aumenta la sua intensità fino a raggiungere velocità anche elevate in corrispondenza di vallate strette o pendii montuosi molto scoscesi.

Il suo arrivo è repentino e si manifesta quasi sempre nelle prime ore del pomeriggio, per poi esaurirsi in serata. Se l’aria risulta umida ed instabile, la brezza di mare, irrompendo su un terreno riscaldato, può scalzare quasi tutta l’aria calda presente al suolo e farla condensare in nubi a sviluppo verticale foriere a volte anche di temporali.La dinamica è simile a ciò che si verifica con l’arrivo di un fronte freddo, anche se a scala naturalmente più ridotta.

Con il termine “fronte di brezza” si vuole intendere l’incedere della brezza di mare nell’entroterra e il conseguente scalzamento dell’aria caldo-umida in prossimità del suolo, con possibilità di temporali. I cumulonembi tenderanno, di conseguenza, a disporsi ortogonalmente alla direzione della brezza e la struttura potenzialmente temporalesca si muoverà sempre più verso l’interno con il passare del pomeriggio.Ecco perché i temporali del primo pomeriggio tendono a svilupparsi in zone più vicine alla costa, mentre quelli del tardo pomeriggio o della sera in zone maggiormente distanti dal mare.

Di notte, con la cessazione della brezza, il processo si interrompe e il giorno seguente tutto ricomincia da capo.


Autore : Paolo Bonino

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