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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Abetone(PT) 25 Marzo 20 - 50 cm Aperti
Adelboden 26 Marzo 0 - 100 cm Aperti
Airolo 26 Marzo 0 - 160 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 23 Marzo 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 24 Marzo 20 - 220 cm Aperti
Alleghe(BL) 26 Marzo 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 23 Marzo 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 23 Marzo 10 - 50 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 26 Marzo 5 - 40 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 24 Marzo 5 - 30 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 26 Marzo 20 - 60 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 23 Marzo 30 - 50 cm Aperti
Andalo(TN) 24 Marzo 5 - 90 cm Aperti
Andermatt 26 Marzo 10 - 400 cm Aperti
Aprica(SO) 25 Marzo 30 - 120 cm Aperti
Arcidosso(GR) 21 Marzo 0 - 30 cm Chiusi
Argentera(CN) 25 Marzo 35 - 160 cm Aperti
Arosa 26 Marzo 80 - 150 cm Aperti
Artesina(CN) 24 Marzo 30 - 90 cm Aperti
Asiago(VI) 23 Marzo 0 - 30 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 21 Marzo 20 - 0 cm Chiusi
Avoriaz 26 Marzo 70 - 160 cm Aperti
Ayas(AO) 24 Marzo - assente - Chiusi
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AMBIENTE: le attività agricole favoriscono frane e smottamenti? Non sempre, anzi...

uno sfruttamento intelligente e mirato, oltre che moderato, del territorio alpino può essere davvero utile per la salvaguardia ambientale!

In primo piano - 8 Marzo 2017, ore 11.08

L'agricoltura influenza in modo determinante il quantitativo d'acqua di un territorio. Ciò avviene prevalentemente tramite la modifica delle percentuali di evaporazione. Nei pascoli d'alta quota tale percentuale è pari al 38-58% della pioggia caduta, relativamente ai gruppi di vegetazione più rappresentati.

Il resto della precipitazione si infiltra o scorre in minima parte in superficie e va ad alimentare i ruscelli.
In caso di completo abbandono di una zona fino ad allora utilizzata e del conseguente rimboschimento si deve calcolare una riduzione del deflusso idrico del 7-52%. In tal modo diminuisce sensibilmente il pericolo di esondazioni torrentizie in caso di forti piogge.

Un rimboschimento completo comporta però anche una riduzione del quantitativo d'acqua utilizzabile come potabile o per la produzione di energia idroelettrica. L'uomo può influenzare la frequenza e la portata di frane, smottamenti e valanghe.

Quando l'uomo traccia nuove strade inevitabilmente incide in una percentuale del 10-20% sull'aumento del livello di rischio. Ulteriori e massicci danni si creano a causa di un pascolo sbagliato o non sorvegliato.

Il peso maggiore delle razze moderne di bovini rispetto a quelle del passato provoca ferite nel terreno soprattutto sui pendii ripidi e bagnati. Lacerazioni del suolo che vanno ampliandosi durante le forti piogge oppure che si allargano anche durante l'inverno quando la neve scivola lungo la costa.

Accanto a questi danni diretti vi è però una serie di conseguenze non facilmente riconoscibili. Per esempio si è dimostrato che gli ecosistemi alpini sono più soggetti ad erosioni sia quando cresce lo sfruttamento intensivo, sia se aumenta l'abbandono delle superfici.

Fattore essenziale è allora la radicazione nel terreno. Se questa aumenta diminuisce il rischio di erosione. L'intensità della radicazione dipende fortemente dal tipo di coltura o trattamento del terreno. Essa diminuisce sia se si concima in modo eccessivo sia se si abbandona il terreno stesso. Superfici non concimate o sulle quali è stato usato poco fertilizzante mostrano oltre 70km di lunghezza di radici a metro quadro. Dunque un'ottima radicazione e resistenti allo smottamento! Viceversa sono estremamente soggette ad essi le superfici abbandonate. Già dopo 5 anni di abbandono il rischio di erosione in località predisposte si aggira al 28% e aumenta poi ulteriormente. I terreni abbandonati da 15-20 anni sono i più fragili.

Solo dopo 20 anni il rischio si riduce notevolmente. L'utilizzo del terreno a pascolo o come riserva di fieno d'alta quota porta ad una diminuzione della frequenza degli scivolamenti di neve mentre un abbandono causa l'esatto contrario.

I prati falciati presentano una superficie più ruvida rispetto a quelli abbandonati, sui quali crescono erbe a stelo lungo e cespugli nani radenti il suolo e flessibili che facilitano lo scivolamento delle valanghe. In definitiva insomma uno sfruttamento intelligente e mirato, oltre che moderato, del territorio alpino può essere davvero utile per la salvaguardia ambientale. Riduzione ed adattamento per MeteoLive di un lavoro di Erich Tasser.


Autore : Alessio Grosso

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