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Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abbadia San Salvatore(SI) 22 Febbraio 5 - 35 cm Aperti
Abetone(PT) 22 Febbraio 20 - 50 cm Aperti
Adelboden 22 Febbraio 24 - 65 cm Aperti
Airolo 22 Febbraio 10 - 150 cm Aperti
Ala di Stura(TO) 19 Febbraio 10 - 20 cm Aperti
Alagna Valsesia(VC) 22 Febbraio 10 - 190 cm Aperti
Alleghe(BL) 22 Febbraio 30 - 80 cm Aperti
Alpe Cermis(TN) 22 Febbraio 5 - 50 cm Aperti
Alpe di Mera(VC) 19 Febbraio 10 - 50 cm Aperti
Alpe di Siusi(BZ) 22 Febbraio 7 - 40 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 22 Febbraio 10 - 40 cm Aperti
Alta Pusteria(BZ) 22 Febbraio 35 - 75 cm Aperti
Altopiano di Asiago(VI) 19 Febbraio 0 - 70 cm Aperti
Altopiano di Vezzena(TN) 19 Febbraio 30 - 50 cm Aperti
Andalo(TN) 22 Febbraio 25 - 65 cm Aperti
Andermatt 22 Febbraio 30 - 215 cm Aperti
Aprica(SO) 22 Febbraio 30 - 130 cm Aperti
Arcidosso(GR) 22 Febbraio 5 - 35 cm Aperti
Argentera(CN) 22 Febbraio 55 - 200 cm Aperti
Arosa 22 Febbraio 60 - 100 cm Aperti
Artesina(CN) 22 Febbraio 120 - 200 cm Aperti
Asiago(VI) 19 Febbraio 0 - 70 cm Aperti
Auronzo di Cadore(BL) 22 Febbraio 10 - 40 cm Aperti
Avoriaz 22 Febbraio 90 - 120 cm Aperti
Ayas(AO) 22 Febbraio 50 - 90 cm Aperti
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INVERNO: si getta la spugna? Non è detto! Guardate cosa successe nel MARZO 2010...

Una forte ondata di freddo colpì l'Italia il giorno 10 marzo...

Editoriali - 10 Febbraio 2017, ore 12.30

Le carte imbastite da tutti i modelli sono sconfortanti questa mattina in chiave invernale sul nostro Paese. Stupisce soprattutto l'estrema stazionarietà delle configurazioni bariche, ormai incapaci di portare la classica variabilità climatica delle medie latitudini.

Variabilità non significa solo alternanza di belle giornate soleggiate e clima piovoso, ma anche la cadenza di periodi caldi e freddi, come si addice al tempo delle nostre latitudini.

Perenni anomalie positive sul polo nord hanno purtroppo attenuato il gradiente termico tra polo ed equatore. Ciò fornisce meno energia alle correnti a getto, autentici "binari" per il trasporto dei sistemi perturbati verso il nostro Continente.

In altre parole, se la corrente a getto è debole, le saccature non riescono ad evolvere agevolmente verso levante e la scarsità di freddo che le alimenta le costringe ad una precoce "rottura". Ecco la produzione reiterata dei "cut-off mediterranei", depressioni che saltano a pie pari il settentrione e concentrano i fenomeni piovosi e nevosi su parte del centro e a meridione.

La variante di quest'anno è stata data dall'inserimento di correnti orientali fredde, che dall'Europa orientale hanno tentato più volte di spingersi verso occidente. Il loro intento è stato esaudito solo in parte ed essenzialmente lungo i versanti adriatici e al meridione, dove di neve ne è caduta anche troppa!

Per le regioni settentrionali invece non c'è stato nulla da fare; le saccature atlantiche, non potendo restare integre per i motivi sopra citati, non hanno consentito interazioni "freddo da est-aria umida da ovest" e gli episodi nevosi sull'alta Italia sono stati scarsi.

...ma l'inverno è davvero finito? Non si può ancora dire! Sicuramente i prossimi 10 giorni porteranno un tempo davvero poco interessante ed invernale sulla nostra Penisola, ma non dobbiamo dimenticare che la stagione fredda può ruggire sull'Italia anche nella prima quindicina di marzo.

A tal proposito, vi mostriamo cosa successe il 10 marzo 2010, quando una forte irruzione fredda colpì il centro-nord del nostro Paese. Nevicò soprattutto tra l'Emilia Romagna e l'Italia centrale, ma anche il nord-ovest (segnatamente la Liguria) vide neve fin sulle coste.

Ecco la Bora che soffiava quel giorno a Trieste. La neve si alzava da terra come se fosse polvere, sospinta da raffiche che raggiunsero i 200km/h. Gli amanti dell'inverno, quindi, possono ancora sperare...

 

Ecco la carta sinottica di quel giorno.

Si notano le isobare molto fitte sul nord Italia, che testimoniano forti venti tra est e nord-est. Il perno del maltempo era centrato sul basso Tirreno.

 


Autore : Paolo Bonino

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