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Oggi - Ore 14.56 Temporale in atto a Cassino, nel Frusinate e a Roma Sud. Altri temporali sono segnalati a Giulianova, in provincia di Teramo e nel Cosentino in Calabria.

Oggi - Ore 14.50 Cumuli a perdita d'occhio, ma in aria abbastanza secca sono presenti al momento sulla città di Como http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/503/Como Verso sera il tempo sulla zona potrebbe temporaneamente peggiorare, con un temporale seguito però dai venti di caduta dalle Alpi (Foehn).

Oggi - Ore 14.34 Un violento temporale si è abbattuto la notte scorsa su Trani in Puglia, provocando allagamenti.

Oggi - Ore 14.19 Il tempo in sintesi sino a domenica: un fronte freddo interesserà venerdì il Triveneto, l'est della Lombardia e l'Emilia Romagna, determinando rovesci anche intensi, nevicate sulle Alpi oltre i 1200m, grandinate, colpi di vento e un sensibile calo termico; temporanee schiarite al nord-ovest e al centro-sud. Sabato altro impulso freddo con traiettoria più occidentale: coinvolto il nord-ovest, specie Liguria e bassa Lombardia, ma anche l'Emilia-Romagna e le regioni centrali tirreniche, con rovesci, nevicate in Appennino anche sotto i 1400m e clima autunnale, più sole altrove. Domenica migliora al nord, instabile al centro-sud, clima fresco ovunque.

Oggi - Ore 14.09 Le ultimissime emissioni del modello americano fanno presagire l'insistenza dell'instabilità anche durante la prossima settimana e persino nella prima decade di giugno, seguite tutti gli aggiornamenti su MeteoLive.it!

Oggi - Ore 14.00 Meteo ancora incerto sulla città di Roma, dopo i forti temporali avvenuti nella serata di ieri http://meteolive.leonardo.it/webcam/displayWebcam/310/Roma Nelle prossime ore la situazione dovrebbe in parte migliorare.

Oggi - Ore 13.59 Ancora piogge e rovesci sparsi sulle regioni centrali, specie nel Senese, nel Teramano, nella zona di Roma, ma anche al sud si segnalano rovesci temporaleschi nel Cosentino in Calabria.

Oggi - Ore 12.31 Grandinate in atto nell'entroterra fra Lazio e alta Campania, a tratti interessata anche l'autostrada A1.

Oggi - Ore 12.16 Disagi per il maltempo si sono avuti nel Salernitano, con allagamenti di sedi stradali e scantinati. Un fulmine è caduto su una abitazione, provocando l'incendio del tetto. Al momento, la situazione sulla zona è migliorata.

Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
Abetone(PT) 02 Maggio 30 - 130 cm Aperti
Airolo 01 Maggio - assente - Chiusi
Alagna Valsesia(VC) 17 Aprile 10 - 150 cm Chiusi
Alleghe(BL) 23 Maggio 70 - 210 cm Chiusi
Alpe Cermis(TN) 23 Maggio 30 - 150 cm Chiusi
Alpe di Mera(VC) 23 Aprile - assente - Chiusi
Alpe di Siusi(BZ) 23 Maggio 0 - 100 cm Aperti
Alta Badia(BZ) 23 Maggio 0 - 50 cm Chiusi
Alta Pusteria(BZ) 21 Marzo n/d Chiusi
Altopiano di Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Andalo(TN) 19 Aprile 30 - 250 cm Chiusi
Andermatt 27 Aprile - assente - Chiusi
Aprica(SO) 27 Aprile 0 - 80 cm Chiusi
Argentera(CN) 12 Aprile - assente - Chiusi
Arosa 01 Maggio 70 - 130 cm Chiusi
Artesina(CN) 26 Aprile - assente - Chiusi
Asiago(VI) 04 Maggio - assente - Chiusi
Ayas(AO) 24 Aprile - assente - Chiusi
Badia(BZ) 23 Maggio 0 - 50 cm Chiusi
Bardonecchia(TO) 26 Aprile 10 - 110 cm Chiusi
Barzio(LC) 14 Aprile - assente - Chiusi
Bellino(CN) 05 Aprile - assente - Chiusi
Bettmeralp 14 Ottobre n/d Chiusi
Bolognola(MC) 01 Febbraio n/d Chiusi
Bormio(SO) 17 Aprile - assente - Chiusi
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Stiamo già vivendo nella nuova GLACIAZIONE?

Un titolo provocatorio all'inizio della stagione calda, delle teorie sul "Global Warming" e della corsa ai condizionatori.

Climatologia - 11 Maggio 2005, ore 14.18

Poco prima della sua morte (1955) il grande Einstein, discutendo sul rischio di un cataclisma nucleare, diceva:" non so con quali armi combatteremo la III Guerra Mondiale, ma so con quali combatteremo la IV: con delle pietre". Evidentemente gli scenari di una eventuale IV Guerra Mondiale, radicalmente stravolti e riplasmati dagli sviluppi di una catastrofe nucleare, erano molto più facilmente prevedibili. Per nostra fortuna tutto questo è stato più volte scongiurato, in particolare grazie al fatto che si tratta di eventi pressoché totalmente condizionati dall'attività e dalla volontà umana. Oggi, sulla base delle più moderne ricerche nel campo della paleoclimatologia, della glaciologia e della cronostratigrafia di dettaglio, possiamo dire di non sapere con certezza quando e come finirà questo periodo di riscaldamento globale, ma possiamo affermare con ragionevole sicurezza quando comincerà la prossima Glaciazione. Ovviamente non si tratta di scommesse da book-makers o strampalati tentativi di chiaroveggenza, bensì del risultato di una riconsiderazione interpretativa del passato non solo antico, ma soprattutto recente. C'è da puntualizzare comunque che resta praticamente impossibile fornire dati e date di previsione anche solo partendo dal presupposto che in natura gli eventi, di qualsiasi tipo e a qualsiasi scala, non si ripetono mai allo stesso modo. Dal confronto di numerosi studi emerge che, durante tutto il Pleistocene (un periodo della storia della Terra che va da circa 1,8 milioni di anni fa fino a 12.000 anni fa, ossia fino al termine dell'ultimo picco freddo post-glaciale, noto agli addetti del settore come Younger Dryas) gli intervalli di tempo noti come interglaciali, ovvero i momenti caldi fra una glaciazione e l'altra, sono durati meno dell'8% del tempo totale, con una media di circa 12-13.000 anni ciascuno. L'ultimo periodo interglaciale è durato appunto circa 12.000 anni (138-126.000 anni ± 500 anni), un intervallo di tempo subito successivo all'ultimo picco massimo di radiazione solare per l'emisfero nord. In questo lasso di tempo si osserva una diminuzione della radiazione solare fino al 20%, con il raggiungimento di un minimo assoluto poche migliaia di anni dopo, che si accompagna a sua volta all'inizio dell'ultima glaciazione. Da notare però che il picco del minimo si ritrova a glaciazione già iniziata da circa 2-3000 anni. Tornando ai nostri giorni, non possiamo fare altro che prendere atto di alcune analogie con questi periodi del passato ed in particolare con il momento decisivo che vede l'innesco della successiva glaciazione. Tra le analogie più evidenti abbiamo il raggiungimento di un minimo di radiazione solare piuttosto importante, già per i prossimi decenni, seppure di circa un 5% più debole rispetto a quello citato per la fine dell'ultimo periodo interglaciale. Una seconda analogia riguarda i tempi che, calcolandone la durata dalla fine dell'ultima glaciazione, ossia circa 14-15000 anni fa, risultano piuttosto "maturi". Un fatto non trascurabile è la Piccola Età Glaciale (tra il 1400 e il 1800) che rappresenterebbe una sorta di avvisaglia del prossimo ritorno a condizioni glaciali o meglio ancora, secondo alcuni, proprio il debutto della nuova glaciazione. Il dettaglio dei passati interglaciali non sempre ci permette di apprezzare rapide oscillazioni, come quella della Piccola Età Glaciale; ma 3-4 secoli dovrebbero lasciare il segno, ed invece non se ne ha traccia di tutto questo nel passato. Qui entra dunque in gioco il fattore nuovo, forse decisivo o forse no, dell'attività umana che in un modo o nell'altro sta alterando il corso naturale degli eventi. L'uomo ha introdotto nell'atmosfera, durante l'attuale interglaciale, grandi quantitativi di gas serra (soprattutto metano ed anidride carbonica che si sono andati a sommare alla loro naturale produzione). Inizialmente, già in epoca antica, lo ha fatto attraverso la diffusione delle risaie che, come tutti i luoghi acquitrinosi, produce grossi quantitativi di metano. Contemporaneamente, ma soprattutto successivamente negli ultimi due secoli, ha immesso grandi quantitativi di anidride carbonica attraverso la combustione ed in particolare quella dei combustibili fossili. Questi gas serra stanno in sostanza, come evidenziato in un articolo appena apparso sulla rivista "Le Scienze", impedendo il naturale raffreddamento che ci porterebbe verso la nuova glaciazione. I grossi quantitativi degli ultimi decenni stanno addirittura invertendo la tendenza, generando il ben noto "global warming". L'autore dell'articolo va oltre, considerando i dati sulla temperatura media del pianeta in tempi storici e afferma che, in assenza di attività umana, la prossima glaciazione sarebbe dovuta addirittura cominciare oltre 4000 anni fa! In realtà durante le glaciazioni si osservano, anche a livello paleontologico, numerosi periodi miti detti interstadiali (almeno 5-7 per glaciazione, in contrapposizione ad altrettanti periodi freddi, ed in genere più lunghi, detti stadiali), molto simili al momento attuale che stiamo vivendo. Stiamo già vivendo dunque la nuova glaciazione? Forse no, ma ormai è questione di poco. Può l'attività umana essere talmente invasiva da alterare i cicli climatici al punto da arrestarli, scongiurarli quindi, o addirittura invertirli? Forse no, ma non ne sappiamo abbastanza. Stiamo vivendo un radicale cambiamento climatico? Forse si, ma non ne conosciamo nè possiamo controllarne tutte le dinamiche. Troppi microcicli che spesso vengono saltati o alterati; troppi eventi estremi inspiegabili e tanti altri nemmeno considerati; troppe incognite incontrollabili: vulcani, impatti meteorici, cicli geochimici e biologici, ecc. Possiamo concludere dicendo che gli interrogativi sul clima restano aperti, che ne sorgono di nuovi, ma soprattutto che bisogna cambiare il nostro punto di vista ed evitarne la sua strumentalizzazione politico-economica. Lo studio dell'impatto dell'attività umana sul clima dovrebbe essere considerato in maniera più oggettiva, monitorato in maniera più organica e completa e gli studi paleoclimatici dovrebbero essere sempre più raffinati ed avvalersi di tecniche innovative. Se è vero che in natura niente si ripete allo stesso modo ed è quindi arduo prevedere gli eventi futuri, è anche vero che pensare di controllarne e modificarne il corso è decisamente più assurdo. Guai però a trarre conclusioni affrettate e adottare provvedimenti drastici; il primo imperativo resta, e sarà ancora, quello di "capire".

Autore : Giuseppe Tito

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