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08 Agosto 2009, ore 07.22
E' dura la vita del montanaro...ma l'agriturismo ha contribuito a rilanciare l'immagine della montagna in ogni stagione
Il turismo ha fatto dimenticare che la vita in montagna è molto più dura di quanto si creda. Bed and Breakfast ed agriturismo ci aiutano a capire quanto, rilanciando l'immagine di una vita sana ma non oziosa, in mezzo alla natura.
Clicca l'immagine per ingrandirla

Le tre cime di Lavaredo in una giornata estiva.
Bisogna distruggere la vecchia immagine idilliaca che rappresentava il montanaro come un essere privilegiato, a diretto contatto con la natura e lontano dai problemi del mondo moderno.

Il vecchio pastore seduto su una roccia che osserva le nuvole, é sempre stato associato all'idea di saggezza incontaminata.

Forse sarebbe più facile interpretare queste immagini come segno di una grande stanchezza. La gente di montagna ha sempre lavorato per sopravvivere e non per creare profitto.

Lo sforzo per raggiungere questo risultato si compie in pochi mesi, 5 per l'esattezza, i mesi in cui cioè il suolo é libero da neve.

A primavera si zappa il campo di bassa quota e si porta il bestiame fuori dalle stalle ai pascoli intermedi, tra i 1000 e i 1500 m., a giugno comincia la transumanza e si sale con le vacche o le capre all'alpeggio, sperando che non nevichi o geli, perché altrimenti le vacche possono morire.

All'inizio dell'autunno le mucche rientrano nelle stalle, si miete la segale e l'orzo e si raccolgono le patate.

Prima che cada la neve bisogna provvedere a far legna per l'inverno.
Chiedete ad un montanaro cosa pensa della neve, a qualcuno scapperà anche qualche moccolo.

Questa vita così faticosa ha provocato l'abbandono della montagna in moltissime valli alpine: provate ad esempio a risalire la valle dell'Orco fino a Ceresòle Reale; troverete decine di masi, baite e cascine dove il tempo si é fermato, dove non ci abita più nessuno da anni.

E'stato il turismo a riportare l'uomo in montagna ma con una mentalità completamente diversa, che considera utile solo il terreno edificabile o adatto a costruirvi un impianto sciistico.
Spesso gli insediamenti non sono proporzionati alle capacità recettive di una zona, alle ville si sostituiscono i condomini, spesso costruiti in aree sempre evitate dai locali per il pericolo di valanghe.

Un popolamento eccessivo ha anche modificato il micro-clima di molte stazioni montane.

Negli ultimi anni però le cose sono cambiate in meglio, grazie alla nascita e alla valorizzazione dell'agriturismo. I masi messi a disposizione dei turisti hanno avuto un notevole successo: Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Toscana guidano orgogliosamente questa agritour mania che ci riporta ad uno stile di vita più autentico, in mezzo al verde, rilancia l'immagine della montagna in ogni stagione e non solo per sciate o scalate estive ma per un modus vivendi più sano, lontano dallo stress cittadino.

Alessio Grosso

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